Porno Soft parte seconda – la nuda verità

Dopo le esperienze ingannevoli dei giorni scorsi ero rimasta con la voglia di capire bene: che differenza c’è tra un brutto thriller e un film porno soft? E tra i due e il porno vero e proprio? Una cosa è però la voglia di capire, ben altro la realtà della ricerca. Troppo timida per entrare in una videoteca e noleggiare un film porno, troppo imbranata per cercarmelo in rete. La nuda verità è: come si fa a fare ricerca su una roba così?

Come al solito ho cominciato chiedendo al Fidanzato Asburgico. E per favore lasciamo un attimo da parte il perché se ne intenda tanto – è sempre così cooperativo!

Un paio di linee guida: in un cattivo thriller ci dovrebbe essere decisamente più trama che sesso, e come minimo un cadavere. Tanto basta per chiamarlo thriller. In un porno soft il rapporto sesso/trama è invertito, non si vedono organi riproduttivi (e nemmeno cadaveri), e normalmente c’è una voce fuori campo che racconta una storia molto approssimativa. Nel porno vero gli organi riproduttivi si vedono invece benissimo e la trama è talmente sciocca che non vale nemmeno la pena parlarne.

Bisogna comunque fare attenzione, alcuni elementi sono comuni a tutte e tre le categorie e per nulla significativi del genere di appartenenza: pessima regia e/o cinematografia, ad esempio, la musica fatta con la Bontempi, o i titoli di testa col Powerpoint.

Poco dopo la mezzanotte, becco per caso un film che sta iniziando. Titoli rosa shocking su fondo nero, attrici solo col nome di battesimo (Monique, Chantal), attori dai nomi dubbi (Kurt Cannone, Jim Stone). Una voce fuori campo comincia a raccontare una storia cretina e… partendo dal presupposto che Kabel Eins non passi film porno, indipendentemente dall’orario… jawohl! Finalmente un film porno soft!

È la storia di una coppia. Il marito è scrittore, in piena crisi d’ispirazione. La moglie è disponibilissima a fornire aiuto. Molto aiuto, come si appura nei primi quattro minuti del film.

Riassunto velocissimo: lei va a letto con altri uomini, mentre lui guarda – e probabilmente prende appunti. Più spesso che no lui interrompe l’azione per portarla a termine in prima persona. Lei lo tradisce segretamente con una donna, lui pure. E chi l’avrebbe mai detto, la stessa donna! Questa tipa racconta a lei di un misterioso amante sposato con cui ha una relazione, del quale è innamorata. Lei le consiglia di metterlo di fronte ad una scelta. Lei lo fa e lui sceglie la moglie. Alla fine i due si lasciano, lei se la svigna e lui diventa uno scrittore famoso. Lui la ama ancora.

La coppia di coniugi ha evidentemente stabilito delle regole del gioco, che io però non ho capito appieno. Una di queste regole è, sicuramente, che il sesso vada consumato in posizioni anatomicamente impossibili. Un’altra che le donne, mentre fanno sesso, non possono per nessuna ragione togliersi le scarpe. Gli uomini hanno i capelli lunghi oppure completamente rasati, senza vie di mezzo. I tappeti pelosissimi e in generale l’arredamento anni ’70 sono una figata pazzesca.

Purtroppo, dalla metà del film in poi, la voce fuori campo si è dimenticata di continuare a raccontare le storia. Un paio di domande sono quindi destinate a rimanere senza risposta. E qui non ha saputo aiutare nemmeno il Fidanzato Asburgico.

Come mai la moglie descrive gli uomini con cui ha appena fatto sesso selvaggio in pubblico, semplicemente come “molto simpatico e attraente”? Cribbio, il marito è pure scrittore, non ha imparato ad articolare un pochetto il linguaggio?

E, sempre lei, perchè descrive il sesso – durante l’azione – con un banalissimo “geniale!”? No, perchè alcune acrobazie avrebbero sinceramente meritato una descrizione più colorita.

Perché la costumista non taglia via le etichette della biancheria intima? Erano in prestito? Ho anche guardato i titoli di coda ma non ho trovato il nome del negozio – vorrei essere ben sicura di evitarlo.

Perché il marito spinge la moglie nelle braccia di altri uomini, per poi impazzire di gelosia? Ma guardati allo specchio e fai pace col cervello!

E soprattutto: ma lui, che caspita di romanzi scrive?

 

PS In questo film mi pare di aver riconosciuto la mano del chirurgo plastico che a metà anni ’90 aveva fatto una revisione completa ad una conoscente di Milano. Riuscita niente male, tra l’altro.

Monica Mel Nonsolosissi Vienna