L’Aperol Spritz

ATTENZIONE ATTENZIONE! Avverto tutti dei pericolosissimi effetti collaterali dell’Aperol Spritz!

Qui a Vienna l’Aperol Spritz è da un paio d’anni la bevanda più in che ci sia. A me è particolarmente simpatico perchè lo servivo ai miei ospiti molto prima che diventasse una moda e per questo ho la sensazione di averlo lanciato io. 
E son soddisfazioni.

L’Aperol Spritz è francamente a prova di bomba, quanto male si può preparare? In confronto ad un pessimo vino rosso, o a un cocktail sballato, concorderete con me che ad un evento in una discoteca con open bar l’Aperol Spritz sia una scelta molto sensata. O quello o il prosecco, che però dopo gli stravizi di Natale e Capodanno davvero esce dagli occhi.

Il problema vero dell’Aperol Spritz è secondo me estetico. Il bicchiere da vino bianco, il colore che mette allegria, la fettina di arancia… è davvero carino e ieri sera, che io mi ricordi, ho sempre avuto un carinissimo bicchiere pieno in mano.

Il primo effetto collaterale insorge quando, una volta lasciato il locale, si va a prendere la metro. Perché a Vienna ad ogni fermata di metro c’é un banchetto che vende würstel. E la combinazione affamato + leggera ciucca da Aperol Spritz, di fronte ad un Käsekrainer, è devastante. Per chi non sapesse cosa sia un Käsekrainer, si tratta di una salsiccia gigante con dentro un buon 20% di tocchetti di formaggio, che si sciolgono sulla griglia e formano una crosticina meravigliosa. Così, tanto per essere sicuri che la botta sul fegato sia rapida e violenta.

Il secondo effetto collaterale insorge quando, dopo essersi addormetati con fatica, ci si sveglia un’ora dopo con una sete da cammello. Bisogna alzarsi e trascinarsi verso il frigo con il dispenser dell’acqua – sempre sia lodato! Durante l’operazione è impossibile non svegliare il Gatto-Troppo-Lento-Per–L’occhio-Umano, che dormiva come un angelo acciambellato sulla nostra pancia. Perché i gatti lo sanno, se a cena hai mangiato sassi non vogliono dormire come al solito sul cuscino accanto alla tua testa. Detto gatto, che normalmente di notte si muove come un bradipo, improvvisamente si ricorderà dei bei tempi quando era giovane e quanto era divertente dare la caccia ai piedi sotto al piumone. Per un due orette buone diciamo, che però tra la ciucca di Aperol, il Käsekrainer sullo stomaco e un litro d’acqua in pancia sembrano almeno il doppio.

Il terzo effetto collaterale è che – l’avrete già immaginato – quando finalmente ci si è riaddormentati, bisogna alzarsi di nuovo a fare pipì. Fuori comincia già ad albeggiare e il gatto ovviamente interpreta come ora di colazione. Sarà colpa dell’Aperol Spritz, del Käsekrainer o del gatto, ma oggi mi sono vergognata particolarmente dei miagolii disperati – l’animale domestico più denutrito del mondo! – ed ho avuto paura che i vicini chiamassero la protezione animali.

käsekrainer Monica Mel Nonsolosissi