Caro Beppe e cari Italians,
l’attenta osservazione di decine e decine di casi di italiani che vivono all’estero mi ha portato a concludere che si possano identificare pochissime categorie, nelle quali tutti, volenti o nolenti, ricadiamo.
1 – I bambini a Disneyland: si fanno scivolare addosso le esperienze più incredibili, e il loro passatempo preferito è stilare liste delle differenze tra il Paese in cui vivono e l’Italia. Indagando più a fondo si dividono in due sottogruppi: i blasé, che ostentano aristocratica indifferenza (la specie è diffusissima a Londra) e i pionieri, che sono convinti di avere l’esclusiva, e ti sommergono di racconti e foto digitali.
2 – I loro malgrado: in genere all’estero per lavoro. Nessuna sottospecie, sono tutti tristi, e ogni fine settimana schizzano a casa (perché la casa ovviamente rimane in Italia).
3 – I curiosi: sono fuori più o meno per scelta, osservano, e spesso non tornano indietro (o almeno non fanno il conto alla rovescia). Anche qui due sottospecie: gli entusiasti (a volte la differenza dai pionieri è difficile da cogliere, ma sostanziale) e i mimetici, il cui sogno segreto è l’integrazione perfetta, se riuscissero si farebbero passare per coreani in Corea.
4 – Gli innamorati: sono all’estero per amore. Non sono una specie a sé stante, ma possono ricadere in una qualsiasi delle categorie di cui sopra. Se la dolce metà non è italiana, quasi sempre sono curiosi.
Io sono una curiosa mimetica, e voi?
Un bacio,

Monica Mel