Tutto cominciò anni fa, quando il Fidanzato Asburgico ed io andammo a vivere insieme. In un appartamento che ci era sembrato una figata bestiale.

Piazzato meravigliosamente al centro del quartiere più in del momento, pieno di localini, negozi, servizi. Prezzo onesto, stanza degli ospiti, guardaroba. E persino un pezzetto di giardino in cortile. Il gatto non stava più nel pelo dalla contentezza. Che fosse al piano terra e piuttosto buio non ci aveva scomposti più di tanto. Lavoravamo entrambi in azienda, uscivamo la mattina trafelati, tornavamo che il sole era comunque tramontato. La luce del sole la guardavamo sempre e solo da una finestra di un grattacielo sulla sponda sinistra del Danubio.

Gli anni passano, e il Fidanzato Asburgico ha cambiato lavoro. Si è messo in proprio, per la precisione, e da un paio d’anni lavora più solo da casa. Con la luce accesa tutto il giorno. Sigh.

Il cruccio vero l’abbiamo scoperto più tardi: il palazzo è un bunker di cemento armato. Abbiamo già cambiato quattro operatori e una connessione internet stabile rimane ancora una chimera. E se di mestiere hai un portale online, non è il massimo della vita. Il corollario della connessione internet ballerina, è la TV via cavo ballerina. E anche per questo eravamo ancora alla ricerca di una soluzione decente.

Tempo fa il Fidanzato Asburgico ed io eravamo in un gigantesco negozio di elettronica e lui mi ha proposto di provare un servizio nuovo di zecca. Si chiama simpliTV (allora non lo sapevamo ancora quanto fosse fuorviante ‘sto nome) e permette di ricevere un fantastilione di canali via antenna.

Come sempre quando il Fidanzato Asburgico mi propone un nuovo marchingegno tecnologico, io sono contraria. Per principio. Sono contraria a chilometri di cavi che si infilano dappertutto, contraria alla collezione di telecomandi sul tavolino che cresce come una coltura di funghi. Contraria punto e basta.

Ho quindi immediatamente cominciato a mettere paletti:

“Non voglio un altro telecomando sul tavolino!”

“Che vuol dire via antenna? Non voglio un ulteriore attrezzo da inciamparci sopra!”

“Non voglio un altro marchingegno che sta li a prendere polvere appollaiato sopra al DVD!”

Il Fidanzato Asburgico mi conosce bene e sa che sono più morbida di quanto voglia ammettere. Ha quindi chiesto al commesso se il sistema si poteva usare attaccato all’antenna del palazzo. La presa è proprio dietro al televisore e contro venti centimetri di cavo nascosto non trovo nulla da ridire persino io.

“Ma certo!” ha cinguettato il commesso “anzi, pure meglio che con un’antenna esterna!”

Ho ceduto e abbiamo portato a casa lo scatolone con il ricevitore e qualche decina di metri di cavo. E il telecomando. Era ora di pranzo.

Il Fidanzato Asburgico si è subito messo al lavoro, mentre io mi tenevo volontariamente ad una distanza di sicurezza. Le litigate più feroci iniziano sempre con un nuovo aggeggio in casa. Ho lavato i piatti, li ho asciugati e rimesso tutto a posto, preparato un pranzetto leggero, spazzolato il gatto, caricato la lavatrice, letto cinquanta pagine di un libro. Il Fidanzato Asburgico era ancora lì che smanettava. Tra telefonate al call centre, registrazioni online (ricordate, si, che meraviglia la nostra connessione internet?), verso le quattro ancora non aveva cavato il ragno dal buco. È uscito di nuovo, dietro consiglio dell’operatore al telefono, per comprare un cavo particolare.

Torna saltellante dieci minuti dopo, attacca il cavo, e… niente. Più che uno schermo blu elettrico con l’indicazione che il segnale è troppo debole non si vedeva.

Più tardi l’ho sentito sbraitare al telefono

“Ma testatevela da soli la versione beta!”

e ho pensato bene di appartarmi in cucina a impastare acqua e farina. Il Fidanzato Asburgico, che mi sorrideva forzatamente quando incrociava il mio sguardo, faceva infatti più solo finta di divertirsi. Era ormai furibondo.

Dopo aver parlato al telefono con tre operatori diversi del call centre e, mi pare di aver capito, il direttore del reparto ricerca e sviluppo della simpliTV, il Fidanzato Asburgico si è affacciato in cucina e mi ha sussurrato imbarazzato che ci voleva davvero l’antenna esterna.

“Ma costa una sciocchezza eh! Non ti preoccupare!”

Come se il costo fosse stato la mia rimostranza.

“Senti, ma invece riportargli indietro tutto l’ambaradan e pace?” ho chiesto speranzosa.

La questione era invece scivolata sul personale: Fidanzato Asburgico contro simpliTV. E per il momento vinceva simpliTV di parecchie lunghezze. Inaccettabile! Ho chinato il capo rassegnata.

Il Fidanzato Asburgico è uscito di nuovo di corsa – erano le sei meno un quarto e i negozi stavano per chiudere. È tornato con un secondo scatolone, con dentro un attrezzo che pare pensato per lo spionaggio industriale e venti metri di cavo. Fortunatamente l’antenna non ha il telecomando, almeno questo.

L’antenna è stata piazzata nel Wintergarten, prima per terra nascosta dietro alla poltrona (segnale 12%), poi di fronte alla poltrona (segnale 23%), e finalmente su un tavolino portapianta esattamente al centro della stanza. Segnale 38%. E meglio di così, nel bunker antiatomico, non è riuscito a fare. E dato che siamo in affitto e il contratto scade tra 18 mesi, non vogliamo fare buchi nel muro. Il cavo dell’antenna al televisore è drappeggiato per tutto il soggiorno.

Ieri è scaduto il periodo di prova di simpliTV e non abbiamo disdetto. Anzi, sono settimane che evitiamo accuratamente di sfiorare l’argomento.

Io avrei solo una domanda: Perché l’antenna sul tavolino in bella vista per tutti quelli che passano in cortile va bene, ma il carrello della spesa faceva troppo white trash?

 

PS Come se non bastasse, il telecomando della simpliTV è un gafano tremendo, schiacci i tasti e lui fa quello che gli pare. Lo odio.