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	<title>Trapattoni &#8211; nonsolosissi.com</title>
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	<description>Diario semi-vero di unItaliana a Vienna</description>
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		<title>Le tragicomiche avventure con l’austrotedesco</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 13:45:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Originariamente pubblicato su Italians il 27.03.2010 Caro Beppe e cari Italians, alla pizza C ho avuto la conferma che, contrariamente allo stereotipo galoppante, gli Italians parlano le lingue straniere benissimo. Ma quanto ci hanno messo a impararle? Ogni lingua ha i suoi trabocchetti, e all’inizio ci siamo cascati tutti, con risultati a volte esilaranti. Prendiamo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span><p><em>Originariamente pubblicato su <a href="http://italians.corriere.it/2010/03/27/le-tragicomiche-avventure-con-l%E2%80%99austrotedesco/?search=1" target="_blank" rel="noopener">Italians il 27.03.2010</a></em></p>
<p>Caro Beppe e cari Italians,</p>
<p>alla pizza C ho avuto la conferma che, contrariamente allo stereotipo galoppante, gli Italians parlano le lingue straniere benissimo. Ma quanto ci hanno messo a impararle? Ogni lingua ha i suoi trabocchetti, e all’inizio ci siamo cascati tutti, con risultati a volte esilaranti. Prendiamo il tedesco (o meglio l’austriaco). La frutta e la verdura, ad esempio, possono diventare pericolosi. Perché Paprika in tedesco è il peperone, mentre il peperoncino è Pfefferoni – e buona fortuna al mercato. O i nomi dei frutti di bosco, difficilissimi, ma che finiscono tutti con beeren (Blaubeere – mirtillo, Heidelbeere – quello rosso, Preiselbeere – quello nero, Johannisbeere – ribes, Stachelbeere – uva spina, Brombeere – mora). O le ferocissime battaglie contro gli Umlaut ä, ö, ü (tutte perse) per i quali immagino sia necessario sviluppare gli apparati fonetici in tenerissima età. Quando i colleghi si accorsero che non riuscivo a pronunciarli, diventai l’anima comica di ogni pausa caffè. Ripetendo, senza motivo, Glühwürmchen (lucciola). O quando mi misi in testa che Rendezvous (facile da pronunciare, randevù) significasse appuntamento. Invece significa appuntamento galante; amici e conoscenti ritennero per mesi che io avessi una vita sentimentale movimentatissima. Un bel giorno un’anima pia mi spiegò che in ufficio si dice Termin e con gli amici Treffen (e io diventai rossa come una Paprika). O quando per un paio di settimane feci la lavatrice solo con l’ammorbidente (Weichspülmittel) ma senza detersivo (Waschmittel). Che diamine, sulla bottiglia c’erano disegnati dei vestiti. L’italiano che voglia risultare simpatico, comunque, ha un’arma invincibile. Al posto che dire «ich bin fertig» (ho finito, ma letteralmente sono finito) dica «ich habe fertig». Ringrazi poi Trapattoni e la leggendaria intervista (quella di Strunz per intenderci, che in Italia è nota per l’infelice cognome del giocatore). Il successo è assicurato. Saluti da Vienna,</p>
<div><span class="autore">Monica Mel</span></div>
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