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	<description>Diario semi-vero di unItaliana a Vienna</description>
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		<title>Le donne classificano le donne?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 17:46:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Rita Hayworth, così vuole la leggenda, detestava Audrey Hepburn. L’idea che una ragazza così magra e piatta come la Hepburn fosse diventata un sex symbol la mandava fuori di testa. In un’intervista, pare che una volta abbia detto: “Esistono solo due tipo di donna, quelle che stanno bene vestite, e quelle che stanno bene nude”.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span><p>Rita Hayworth, così vuole la leggenda, detestava Audrey Hepburn. L’idea che una ragazza così magra e piatta come la Hepburn fosse diventata un sex symbol la mandava fuori di testa. In un’intervista, pare che una volta abbia detto:</p>
<p>“Esistono solo due tipo di donna, quelle che stanno bene vestite, e quelle che stanno bene nude”.</p>
<p>A lei, probabilmente, importava di più fare bella figura senza vestiti.</p>
<p>Non ho la più pallida idea se questa rivalità sia realmente esistita, o se tale intervista abbia davvero avuto luogo. La verità è che – e su questo non ci piove – che Audrey è passata ai posteri più per i suoi outfit che non per le rotondità dei suoi fianchi.</p>
<p>Io trovo questa storia talmente adorabile che ho comunque deciso di crederci.</p>
<p>L’altro giorno sono stata a fare shopping con Bio-Emma, un evento memorabile perché entrambe lavoriamo dal lunedì al sabato e abbiamo pochissimo tempo libero. Un prezioso ritaglio di pomeriggio da celebrare.</p>
<p>Lei era alla ricerca di una paio di scarpe col tacco, io di uno di quei vestitini avvoltolati davanti col cordino sulla vita – avete capito vero? – quelli che <em>pare</em> stiano bene a tutte ma proprio tutte.</p>
<p>Sarà, a me <em>pare</em> piuttosto una gran bugia. A me stanno malissimo.</p>
<p>Quando sono uscita dal camerino per farmi ammirare, con le orecchie basse e il morale sotto i tacchi, la commessa ha esclamato:</p>
<p>“Le sta una meraviglia! Basta che sotto indossi un bel push-up!”</p>
<p>Bio-Emma ed io ci siamo scambiate un’occhiata veloce. Sapevamo entrambe che io mai e poi mai uscirei di casa senza indossare un reggiseno imbottito. Per uno o due dei modelli nel mio cassetto sarebbe addirittura più onesto parlare di <em>protesi</em>.</p>
<p>Sapevamo anche cosa stavo per rispondere, non era la prima volta:</p>
<p>“Lo indosso già!”</p>
<p>Lo sguardo imbarazzato delle commesse mi mette sempre un ridere tremendo. Sono rientrata nella cabina e mentre mi cambiavo ho pensato a Rita Hayworth.</p>
<p>Dopo il giro di shopping infruttuoso – Bio-Emma porta il 42 ed ha difficoltà a trovare scarpe graziose anche in questo Paese di giganti – ci siamo sedute in un caffè. Le ho raccontato la storia del sistema di classificazione di Rita Hayworth, ma lei non era molto d’accordo.</p>
<p>Mi ha spiegato che secondo lei il sistema è sicuramente valido, ma non plausibile venendo da una donna.</p>
<p>“Donne che stanno bene nude o vestite? Naaah… così funzionano gli uomini!”</p>
<p>Bio-Emma ha tutt’altro sistema in testa:</p>
<p>“Donne con o senza senso dell’umorismo”.</p>
<p>Le ho fatto i complimenti e mi sono improvvisamente ricordata come mai le voglio bene.</p>
<p>Ora, da Rita Hayworth possiamo imparare due lezioni.</p>
<p>La prima è che le donne classificano davvero le altre donne, e pure in modo piuttosto rigido. Ho però il vago sospetto che esistano tanti sistemi quante done, ognuna col suo.</p>
<p>Ho fatto un piccolo sondaggio al cellulare, avevo ragione, ne ho sentite di tutte.</p>
<p>“Femminili o maschiacci” &#8211; la più antipatica; Bio-Emma mi ha appena raccontato che si è fatta fare una 36C di silicone.</p>
<p>“Grasse o magre” &#8211; un’altra, orgogliosissima della dieta ferrea che sta facendo.</p>
<p>“Eleganti o sciatte” &#8211; lavora in un’agenzia media e se non sei firmata da capo a piedi manco ti saluta.</p>
<p>“Amiche e nemiche” &#8211; ha appena scoperto che il marito la tradisce da anni.</p>
<p>“Con o senza figli” &#8211; mia mamma, e non mi ha sorpresa nemmeno un po’.</p>
<p>La seconda lezione: nei donne piatte siamo molto orgogliose di stare bene vestite.</p>
<p>“Meglio così! Più sano per la schiena e molto più elegante!”</p>
<p>Ce lo siamo sentite ripetere talmente spesso da mamma e papà che abbiamo finito per crederci. Fosse anche solo per stanchezza.</p>
<p>E a pensarci bene, in pubblico, siamo quasi sempre completamente vestiti. Cara Rita, goditi le tue due settimane di glorioso bikini una volta l’anno! In ufficio sono io quella a cui il lungo filo di perle non ballonzola da tutte le parti! E i colleghi mi guardano sempre negli occhi.</p>
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