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	<title>polizia &#8211; nonsolosissi.com</title>
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	<description>Diario semi-vero di unItaliana a Vienna</description>
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	<title>polizia &#8211; nonsolosissi.com</title>
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		<title>Paese che vai… mostri che trovi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 10:28:08 +0000</pubDate>
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<p>Eppure i mostri ci sono anche qui, nella pacioccosa Austria. E forse proprio perché questo Paese è tanto tranquillo, mettono ancora più paura.</p>
<p>Nel 2006 una notizia sconvolgente fece rimanere tutti a bocca aperta. La diciottenne Natascha Kampusch fuggì dalle grinfie del suo aguzzino, che l’aveva rapita dieci anni prima mentre andava a scuola e tenuta prigioniera nella sua casa alle porte di Vienna. Seguirono svariati corollari di interviste televisive, scoop, libri di amici e familiari, sceneggiature cinematografiche, ricchi premi e cotillon.</p>
<p>Due anni dopo una mazzata, se possibile, ancora più dura. Venne alla luce una storia incredibile: Josef Fritzl – il famigerato Mostro di Amstetten – ha tenuto segregata in cantina per 24 anni la figlia, maltrattata, violentata, costretta a partorire sette figli incestuosi. Mancano davvero le parole.</p>
<p>L’altro ieri una nuova storia di follia. La polizia era a caccia di un bracconiere, che non si è fermato al posto di blocco ma ha iniziato a sparare. Un poliziotto è morto così. Poco dopo sopraggiunge l’ambulanza, è una situazione pericolosa e alla giuda c’è un volontario, un 70enne. Il pazzo spara ancora imboscato nei paraggi. L’autista del pronto soccorso muore sul colpo, un altro poliziotto resta a terra ferito gravemente. Il pazzo scappa a piedi, e poco dopo incontra un’auto di pattuglia con dentro due poliziotti, e spara ancora. Uno muore subito, l’altro viene preso ostaggio, e ucciso poco dopo quando il folle raggiunge la sua abitazione. Poi, ormai si è fatta notte, battaglioni di poliziotti, carri armati, giornalisti, altoparlanti, colpi di pistola, riflettori. L’epilogo è tristemente scontato: il folle muore suicida. E si lascia dietro una lunghissima scia di facce incredule e lacrime.</p>
<p>Ora, piano piano, l’Austria sta cominciando a ragionarci su. Una domanda precisa tiene banco: Perché la polizia (erano pure membri del reparto speciale <em>Cobra</em>, quelli super cazzuti che vengono anche i Marines americani a copiare il training) non ha reagito con più decisione?</p>
<p>È una domanda difficile, alla quale non saprei davvero rispondere, e le polemiche si sprecano.</p>
<p>Stamattina però ho aperto il giornale e letto l’ennesima <a href="http://´http://www.corriere.it/esteri/13_settembre_18/usa-scambiato-per-ladro-atleta-afroamericano-ucciso-da-polizia_2d660466-2089-11e3-8197-f40f962f8de4.shtml" target="_blank">notizia assurda</a>. Un ragazzo americano finisce fuori strada con la sua auto. Ferito, riesce a liberarsi dai rottami e a trascinarsi fino alla porta di un’abitazione. Bussa, urla, è in preda al panico. Il proprietario non apre la porta, ma spaventato chiama la polizia. La quale polizia – è il profondo sud degli USA – è davvero del tipo che ora si invoca a gran voce in Austria. Quella che prima spara poi fa domande. Non ho capito bene cosa sia successo, o perché, ma ora il giovane è morto. Trivellato di colpi sparati dalla polizia. Una polizia che, appunto, non ha ritenuto doveroso fare domande.</p>
<p>Ecco, mi sento solo di ripetere questo vecchio proverbio: <em>fai attenzione a cosa chiedi, perché potresti ottenerlo.</em></p>
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		<title>Le Notizie-Pedalò e i piccoli rituali mattutini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 14:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Il Fidanzato Asburgico ed io abbiamo entrambi la carburazione lenta. In parole povere, la mattina per tirarci giù dal letto ci vogliono le mazzate. A pensarci bene, questo è probabilmente uno dei segreti della nostra relazione felice. Immaginate se lui la domenica mattina mi si svegliasse alle 8 spaccate e cominciasse a saltellare arzillo in&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span><p>Il Fidanzato Asburgico ed io abbiamo entrambi la carburazione lenta. In parole povere, la mattina per tirarci giù dal letto ci vogliono le mazzate.</p>
<p>A pensarci bene, questo è probabilmente uno dei segreti della nostra relazione felice. Immaginate se lui la domenica mattina mi si svegliasse alle 8 spaccate e cominciasse a saltellare arzillo in giro per la casa. Non credo sarei in grado di amarlo.</p>
<p>Col passare degli anni il Fidanzato Asburgico ed io abbiamo sviluppato un piccolo rituale mattutino, con il preciso scopo di scaldare un pochino il cervello prima di iniziare la giornata.</p>
<p>Quando suona la sveglia io mi alzo subito per prima. Vado in cucina, praticamente col pilota automatico, e metto la caffettiera sul fuoco. Poi mi accascio sul divano e aspetto. Quando la caffettiera comincia a borbottare il mio compito volge al termine e mi rimane una sola cosa da fare: vocalizzare. A volte distintamente</p>
<p>“Tesoro! Il caffè borbotta!”</p>
<p>a volte meno</p>
<p>“Teshorwo… mmmhh…”.</p>
<p>Questo è il segnale per il Fidanzato Asburgico, che si alza, si trascina in cucina e serve il caffè sul divano del soggiorno.</p>
<p>A questo punto accendiamo la televisione e scorriamo insieme le notizie del televideo. All’inizio con notevole sforzo, pian piano con più facilità, commentiamo insieme, facciamo polemica (una roba che ci riesce sempre egregiamente), scherziamo, ci indignamo, ci commuoviamo. E, fatalmente, ci svegliamo.</p>
<p>L’esercizio ci mette spesso di cattivo umore. L’ordine con cui ORF (la Rai austriaca) ci propina le notizie, purtroppo, non aiuta per niente. Politica interna, politica comunitaria, estero, economia, finanza. E se siamo di fretta non arriviamo oltre.</p>
<p>Seguono la cronaca locale e quella internazionale, poi la cultura, e un angolo di gossip (in pratica<em>una</em> notizia su Heidi Klumm e <em>una</em> su Till Schweiger, finito). È circa a questo punto che io mi alzo e vado a lavarmi i denti. Il Fidanzato Asburgico, invece, si ciuccia anche sport e multimedia. <em>De gustibus</em>.</p>
<p>Ci sono poi giornate in cui siamo particolarmente fortunati e becchiamo una <em>Notizia-Pedalò</em>. Sono le rarissime notizie innocue e ridicole, quelle in cui non si è fatto male nessuno e la risata di pancia non ha nessunissimo retrogusto amaro. Non mi crederete, ma ho notato una netta correlazione tra<em>Notizie-Pedalò</em> e bel tempo fuori.</p>
<p>Le chiamiamo così in onore della prima che abbiamo consciamente registrato: un rapinatore in fuga dalla polizia sulla Donauinsel (un’isola sul braccio del Danubio dove i Viennesi vanno a fare il bagno d’estate) che salta su una barchetta elettrica – si, proprio quelle che fanno al massimo due nodi – e la polizia dietro che lo insegue su un pedalò. Mi pare di ricordare che alla fine l’abbiano pure acchiappato, ma non è questo il punto. Il punto è l’immagine che ho in testa dei due poliziotti in divisa che pedalano forsennatamente dandosi di gomito l’un l’altro.</p>
<p>Oggi splende il sole, e questa è la perla a pagina 136:</p>
<p><strong>Peluche scatena operazione delle forze dell’ordine</strong></p>
<p><strong>Ieri pomeriggio in Tirolo un orsetto di peluche ha tenuto col fiato sospeso le forze dell’ordine e la polizia. Il peluche, che galleggiava nell’acqua, è stato scambiato per il corpo inanimato di una persona.</strong></p>
<p><strong>Un passante ha segnalato una persona che galleggiava nel fiume Inn tra Wattens e Schwaz. Sono entrate in azione le forze di salvamento in acqua, i vigili del fuoco e la polizia, e anche un elicottero del Ministero degli Interni. Il recupero del corpo è stato effettuato rapidamente – era un orsetto di peluche.</strong></p>
<p><em>E tanto potrebbe bastare per farmi iniziare la giornata con un bel sorriso stampato in faccia. Ovviamente – e spero che anche altri si siano chiesti la stessa cosa – ero rimasta un attimo preoccupata riguardo le sorti dell’orsacchiotto. Meno male, quindi, che la notizia è completata da un’ultima frase:</em></p>
<p><strong>Il proprietario può andare a riprendersi l’orsetto alla caserma dei vigili del fuoco di Schwaz.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A volte basta davvero poco a scatenare il buonumore. Buon mercoledì!</p>
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