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	<description>Diario semi-vero di unItaliana a Vienna</description>
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		<title>E Mina è antiquata, e Barbie è troppo magra, e Cicciobello troppo biondo…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 09:35:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span><p>La mia sparata di ieri sui testi delle vecchie canzoni di Mina mi ha procurato qualche educata bacchettata sulle dita. Non mi sono nemmeno sorpresa troppo, provate voi a parlare male di un monumento nazionale e poi vedrete! Niente insulti o cattiverie, per carità, a titolo di esempio vi copio questo commento, che mi è arrivato per email, dato che Mario non ha un profilo facebook e qui si può commentare solo così.</p>
<p>“Cosa sono le canzoni di Mina? Pura trasgressione. Bisogna inquadrarle in questa logica. Milioni di bigotti, ai tempi degli esordi, protestavano per le sue minigonne. Più che le<em>parole</em>, erano i suoi <em>comportamenti allusivi</em> che fecero di lei il simbolo della rottura di una certa Italia che si avviava al miracolo economico.<br />
Ecco perché la Chiesa cattolica non le risparmiò accuse. Mostrando un’ipocrisia davvero allarmante. Mina ha avuto il pregio, impensabile nei cantanti mezzo calzette senza alcuna personalità che ci sono oggi in Italia, di far uscire il Belpaese da quella sorta di atavico <em>peccato originale</em> che si portava addosso da secoli Ha svegliato sessualmente le coscienze di un popolo legato e frustrato da un nauseabondo odore di incenso.<br />
Ecco perché il Vaticano e i trogloditi democristiani del tempo se la legarono al dito. Gianni Ferrio, lo disse concretamente, e gli altri autori delle canzoni di Mina usavano quelle parole ambigue, nelle quali solo apparentemente la <em>donna</em> si sottometteva all’uomo, unicamente perché la presenza possente e al contempo mistica di Mina potesse mostrare tutta la sua proverbiale esuberanza, e al contempo, come detto, far <em>sognare</em> una intera nazione che ancora si trovava al punto <em>zero</em> nel campo della sessualità.”</p>
<p>Che dire, Mario? Sono d’accordo. Mi hai spiegato Mina nel suo contesto, grazie. Capita proprio a fagiolo.</p>
<p>Ieri, infatti, mentre scrivevo pensavo piuttosto ad un altro angolo dal quale guardare la faccenda. Pensavo a quante cose, saltate fuori da una metaforica notte dei tempi culturale, ci ritroviamo sotto al naso oggi. Può essere Mina, e le sue canzoni con i testi scritti negli anni ’60; o uno stralcio di storia recente, o un giocattolo.</p>
<p>Prendiamo ad esempio il Nazismo, la cui ascesa è francamente impossibile da comprendere senza considerare la mentalità dell’epoca, il suo <em>Zeitgeist</em>. Secondo me, senza sapere cos’è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica" target="_blank" rel="noopener">l’eugenetica</a> e come questa fosse radicata nel pensiero corrente, ad esempio, pare una gabbia di matti.</p>
<p>Nei giorni scorsi una foto ha fatto il giro di facebook alla velocità della luce: quella dove si vedono una Barbie classica con accanto una Barbie <em>realistica</em>, simile ad una ventenne normale. La quale, in confronto alla Barbie strafiga, ci fa la figura di quella bassotta e bella in carne. E in effetti sono anni che leggo – con un pizzico di incredulità – questa storia che Barbie è diseducativa, in quanto inculca nelle bambine questa idea che la donna debba essere filiforme, con la vitarella di vespa, le tette grosse e i fianchi tondi ma piccoli. E <a href="http://27esimaora.corriere.it/articolo/luomo-cacciatore-e-la-donna-preda-pubblicita-e-cattiva-cultura/" target="_blank" rel="noopener">contro i modelli sbagliati</a> ho strillato talmente tanto da perdere la voce, eh? La mia incredulità risiede nel fatto che io con le Barbie io ci ho giocato tanto, ma all’epoca non mi era passato manco per l’anticamera del cervello di fare confronti con il mio fisico di novenne. Così come non mi era mai venuto in mente di dare da mangiare al mio vecchio orsacchiotto Bubu imboccandolo con il cucchiaio perché l’avevo visto fare a Winnie the Pooh.</p>
<p>Questa ansia rivolta alla Barbie mi pare eccessiva. Giocare con il giocattolo in questione significa da sempre cambiarle i vestiti mille volte in un pomeriggio, o inventarsi casette bricolage, composte da accessori originali allegramente mescolati a scatole di scarpe, altri giocattoli, cianfrusaglie varie. Al massimo la Barbie fomenta le bambine a diventare designer di moda, o stylist. Alla peggio decoratrice di interni, ecco.</p>
<p>Barbie è antiquata? Si, certamente. Barbie è da buttare alle ortiche? Non necessariamente. Barbie va magari spiegata, ecco, va spiegato che è un giocattolo, e in quanto tale non rispecchia la realtà. Così come non tutti i bebè sono biondissmi e con gli occhioni azzurri. E nessuno orso in carne ed ossa mangia miele con il cucchiaio.</p>
<p>Di modelli sbagliati è pieno il mondo, o almeno così pare. La mia impressione è che parecchi non siano sbagliati di sana pianta (tipo le Winx, per intenderci) ma piuttosto obsoleti (come le pistole giocattolo). I modelli sbagliati sono da rifiutare, quelli obsoleti da spiegare. Ma questo comporta un attimo di attenzione, e a volte, persino fatica.</p>
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		<title>Ti odio e poi ti amo e poi ti odio…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2013 09:39:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mina]]></category>
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					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Sei peggio di un bambino capriccioso la vuoi sempre vinta tu, sei l’uomo più egoista e prepotente che abbia conosciuto mai. (Grande, Grande, Grande) L’alto ieri ho letto una notizia sul giornale, una notizia triste, è morto Gianni Ferrio, l’autore di „Parole Parole“ di Mina. Mi ha fatto tornare in mente il brano immortale di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span><p>Sei peggio di un bambino capriccioso<br />
la vuoi sempre vinta tu,<br />
sei l’uomo più egoista e prepotente<br />
che abbia conosciuto mai.<br />
(Grande, Grande, Grande)</p>
<p>L’alto ieri ho letto una notizia sul giornale, una notizia triste, è morto Gianni Ferrio, l’autore di „Parole Parole“ di Mina. Mi ha fatto tornare in mente il brano immortale di cui sopra, una canzone che fa sicuramente parte dell’immaginario collettivo italiano. Viene persino suonata o cantata dal vivo ad un matrimonio su due! Ho ripensato ad una cosa che mi frulla in testa da parecchio tempo:</p>
<p>Ma quanto sono obsoleti i testi delle canzoni di Mina?</p>
<p>Io vedo tutte quante le mie amiche<br />
son tranquille più di me,<br />
non devono discutere ogni cosa<br />
come tu fai fare a me<br />
(Grande, Grande, Grande)</p>
<p>Mi ha fatto tornare in mente in un flash una cosa che è successa a Viola qualche giorno fa. Una collega di lavoro le ha imbruttito perché una/due sere a settimana suo marito resta a casa da solo con la loro bambina mentre lei frequenta un master molto impegnativo. La tipa, invece di complimentarsi e magari prendere due righe di appunti, ha pensato bene di esclamare</p>
<p>“In pratica tuo marito fa la badante di tua figlia!”.</p>
<p>Viola ci è rimasta malissimo, ma ha avuto la prontezza di risponderle</p>
<p>“Mio marito non è una badante, bensì il padre di una bambina magnifica!”</p>
<p>Ecco, Viola è veramente più tranquilla della sue amiche, Viola non deve discutere ogni cosa… eppure la mentalità della donna che si immola alla relazione amorosa è dura, durissima a morire. Ma sto divagando.</p>
<p>Torniamo a Mina. E diciamolo, una buona volta: questa sta insieme all’uomo più egoista e prepotente lei abbia conosciuto mai, e se ne vanta pure?</p>
<p>Invece no, invece no<br />
la vita è quella che tu dai a me,<br />
in guerra tutti i giorni<br />
sono viva sono come piace a te.<br />
(Grande, Grande, Grande)</p>
<p>Sarà che io ‘sta storia dell’amore litigarello non me la sono mai bevuta; sarà che io detesto discutere col Fidanzato Asburgico, e quando lo faccio c’è sicuramente un motivo validissimo dietro. Ma in guerra tutti i giorni? Per compiacere lui, che ama tanto litigare? Ma fatemi il piacere!</p>
<p>State pensando esageri? Una canzone non fa primavera? Beh, “Grande, Grande, Grande” non è l’unico numero di Mina che mi suscita qualche perplessità.</p>
<p>Adesso arriva lui,<br />
apre piano la porta<br />
poi si butta sul letto<br />
e poi e poi<br />
ad un tratto io sento<br />
afferrarmi le mani<br />
le mie gambe tremare<br />
e poi e poi e poi e poi<br />
spegne adagio la luce,<br />
la sua bocca sul collo<br />
ha il respiro un po’ caldo<br />
ho deciso lo mollo,<br />
ma non so se poi farlo<br />
o lasciarlo soffrire<br />
l’importante è… finire.<br />
(L’Importante È Finire)</p>
<p>Molto sexy, per carità, ma che è, l’inno alla violenza domestica?</p>
<p>C’è poi anche l’inno alla crocerossina</p>
<p>Grandi braccia grandi mani avrò per te<br />
stretto al mio seno freddo non avrai,<br />
no tu non tremerai, non tremerai.<br />
(Amor Mio)</p>
<p>Non poteva mancare poi l’inno alla moglie-madre, che si prende cura di lui, lo consola, e veglia su di lui persino nel sonno.</p>
<p>E a vederti così<br />
da vicino vicino<br />
c’è il sonno che ti dà<br />
un’aria da bambino<br />
(Bugiardo E Incosciente)</p>
<p>Chissà perché, ma io invece sono relativamente sicura che se il Fidanzato Asburgico si svegliasse una notte, e mi trovasse lì che lo fisso al buio e in silenzio… si piglierebbe il coccolone del secolo!</p>
<p>E per finire, la madre di tutti i classici: la donna-pezza-da-piedi, quella che puoi trattarla male fin che vuoi, ma lei tornerà sempre scodinzolando, come un grosso cane troppo affettuoso col padrone che lo picchia.</p>
<p>Ecco guarda son qui<br />
mi chino su di te<br />
ma questa volta no,<br />
non cederò perché<br />
è quasi dolce sai<br />
poter gridare che<br />
nessuno al mondo mai<br />
ti odierà più di me,<br />
sto per farlo però<br />
ti svegli e al tuo richiamo<br />
rispondo sono qui<br />
amore mio ti amo<br />
(Bugiardo E Incosciente)</p>
<p>Ecco, questi sono i testi delle canzoni che canticchiamo tutti, che conosciamo talmente bene e da talmente tanto tempo, da non interrogarci più sul loro significato. Rileggerli in modalità prosaica è stato un esercizio che mi ha divertita molto. E, confesso, messo addosso un pizzico di ansia.</p>
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