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	<description>Diario semi-vero di unItaliana a Vienna</description>
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		<title>Paese che vai… L’Avvento</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 10:43:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Quando ero giovane e ancora abitavo a Roma avevo l’impressione che il Natale mi prendesse sempre alla sprovvista. Sarà che facendo la studentessa, liceo o università, alcune cose mi passavano accanto fischiando, senza che io manco me ne accorgessi. Certo, non andavo a fare la spesa, e non vedevo le montagne di panettoni impilate accanto&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span><p>Quando ero giovane e ancora abitavo a Roma avevo l’impressione che il Natale mi prendesse sempre alla sprovvista.</p>
<p>Sarà che facendo la studentessa, liceo o università, alcune cose mi passavano accanto fischiando, senza che io manco me ne accorgessi. Certo, non andavo a fare la spesa, e non vedevo le montagne di panettoni impilate accanto alla cassa da metà ottobre. Non mandavo i figli a scuola e non mi preoccupavo di presepi di DAS o testi per la recita di Natale da imparare a memoria. Sulla via per andare a scuola/università non passavo davanti a vetrine addobbate con Babbi Natale di plastica e neve finta. Shopping ne facevo poco, la televisione la guardavo raramente. Con al massimo un paio di giorni di anticipo preparavo un paio di regalini per famiglia e amici più cari, e poi – BAM! – era già Natale.</p>
<p>Qui in Austria no.</p>
<p>Qui il Natale non è una roba che succede improvvisamente, il 23 o il 24 dicembre. Il Natale qui è una cosa che va aspettata. Aspettata a lungo.</p>
<p>Si comincia più di un mese e mezzo prima con l’apertura dei mercatini di Natale. Una casettina di legno dopo l’altra, con dentro un tipo infreddolito che espone la sua merce a turisti ugualmente surgelati.</p>
<p>Ogni volta che visito un mercatino di Natale ripenso ad una scena che ho ascoltato anni fa, e mi scappa una risata. Ero alla Rathausplatz – il mercatino di fronte al palazzo del Comune di Vienna – un edificio bellissimo con davanti dei giardinetti incantevoli. Nei paraggi un gruppo di italiani, tre ragazze e tre ragazzi, indubbiamente romani, e sul chiacchiericcio si è alzata una voce – maschile – che a tutto volume ha esclamato:</p>
<p>“E se semo fatti undici ore de treno per ‘sta –biiip!!-“</p>
<p>Perché i mercatini di Natale sono una boiata, diciamocelo. Eppure – vai a capire perché – appena aprono siamo tutti lì, a incontrare amici e conoscenti più visti da mesi, intirizziti come bastoncini di pesce, con una tazza fumante tra le mani, che ci stringiamo uno all’altro come criceti, nell’angolino meno battuto dal vento.</p>
<p>La faccenda Natale si fa poi seria il primo dicembre, con la prima finestrella del calendario da aprire. E serissima la prima domenica dell’Avvento.</p>
<p>I mercatini di Natale sono già tutti aperti da settimane, la prima ciucca da Glühwein alle spalle, la corona lì pronta sul tavolo che spande il suo profumo natalizio di abete e cera d’api.</p>
<p>La famiglia che si riunisce per il rito di accensione della prima candela. I canti natalizi. Magari la prima sfornata di biscottini di Natale, che per le prossime settimane ci perseguiteranno in ogni variante.</p>
<p>Il Fidanzato Asburgico ed io, ieri, abbiamo inscenato una variante un po’ svogliata… ho cominciato decorando la corona dell’Avvento, come ogni anno, tutta sbagliata – con uccellini di vetro colorato al posto che con le tradizionali fettine d’arancia secche e stecche di cannella. Ma al gatto piace molto di più così, con tutte quelle belle piume che pizzicano il naso. Poi abbiamo messo su un disco di Billy Idol a tutto volume – canzoni natalizie, eh! – e abbiamo preparato un bel gin and tonic. E la prima domenica d’Avvento è andata così.</p>
<p>In settimana ci attendono poi Sankt Nikolaus, che porta i dolci ai bambini buoni, e il Krampus, il mostro bruttissimo che insegue i bambini cattivi per punirli a forza di scudisciate. Bande di ragazzotti vestiti da Krampus fanno la ronda per strada la notte del 5 dicembre, portandosi dietro lunghe e pesanti le catene di ferro. Se li si incontra bisogna fare davvero attenzione, un paio di anni fa nel Salisburghese mi presi una bastonata su uno stinco e ho ancora il segno.</p>
<p>Una tradizione orrenda, ma che ci posso fare? A volte ho l’impressione che qui il Natale uno se lo debba <em>meritare</em>.</p>
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