<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Pensato &#8211; nonsolosissi.com</title>
	<atom:link href="https://nonsolosissi.com/category/pensato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://nonsolosissi.com</link>
	<description>Diario semi-vero di unItaliana a Vienna</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Mar 2020 12:59:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.3</generator>

<image>
	<url>https://i2.wp.com/nonsolosissi.com/wp-content/uploads/2012/11/cropped-526117_554134497946758_1885069295_n-1.jpg?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Pensato &#8211; nonsolosissi.com</title>
	<link>https://nonsolosissi.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">43013639</site>	<item>
		<title>Cosa hai fatto durante lo shutdown?</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/cosa-hai-fatto-durante-lo-shutdown/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/cosa-hai-fatto-durante-lo-shutdown/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 12:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[shutdown]]></category>
		<category><![CDATA[ukulele]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=17433</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Prima settimana di shutdown in terra asburgica. Ausgangssperre si chiama qui &#8211; coprifuoco &#8211; ma in tedesco fa più paura. La vita in clausura sta prendendo forma e se l&#8217;umore non sempre collabora almeno la logistica mi sta aiutando. Un appartamento spazioso, una terrazza da sistemare per la primavera, il supermercato di fronte al portone&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>
<p>Prima settimana di shutdown in terra asburgica. Ausgangssperre si chiama qui &#8211; coprifuoco &#8211; ma in tedesco fa più paura.  La vita in clausura sta prendendo forma e se l&#8217;umore non sempre collabora almeno la logistica mi sta aiutando. Un appartamento spazioso, una terrazza da sistemare per la primavera, il supermercato di fronte al portone del palazzo. I patemi sono piuttosto in testa.</p>



<p>Il Fidanzato Asburgico lavora da casa, e aiuta a dare una struttura alle nostre giornate. Anche se nell&#8217;open space dove abitiamo significa che io mi devo muovere attenta e silenziosa come una spia. Dato che la sua postazione di telelavoro è proprio a ridosso della zona cucina, stiamo pian piano sviluppando una comunicazione non verbale ad hoc.</p>



<p><em>&#8220;Dura ancora molto questa teleconferenza? Dovrei iniziare a preparare il pranzo&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Un paio di minuti e poi mi sposto in terrazzo&#8221;</em></p>



<p><em>&#8220;Ottimo, allora io nel frattempo appendo i panni ad asciugare&#8221;</em></p>



<p>Il tutto con lo sguardo, massimo un vago cenno con la mano. Tempo quest&#8217;estate e probabilmente saremo in grado di comunicare telepaticamente attraverso i muri.</p>



<p>Lui lavora, dunque, cosa faccio io? Una bella domanda. Sostanzialmente aspetto e osservo. Aspetto piccole e grandi cose, di sapere se il mio lavoro sopravviverà a questo sfascio, aspetto la telefonata pomeridiana con i miei genitori sottovuoto a Roma &#8211; sempre alla stessa ora che la quotidianità è importante. Aspetto il notiziario a reti unificate delle 19, aspetto che i semi di peperoncino inizino a germogliare. Ma soprattutto osservo. Ergo :</p>



<p><em>&#8220;Se non ricomincio a scrivere Sissi adesso non lo farò mai più&#8221;</em></p>



<p>Questo pensiero si è presentato spontaneo meno di dodici ore dopo la conferenza stampa del governo di venerdì scorso con le prime misure. L&#8217;ho accolto come andrebbe accolto ogni briciolino di positività in questo momento, a braccia aperte. E se devo trovare un lato positivo a tutta questa faccenda è che avrò davvero tanto tempo a disposizione.</p>



<p>Eppure sento che sto per sprecare un&#8217;occasione. Cosa risponderò a chi tra qualche mese mi chiederà &#8220;cosa hai fatto durante lo shutdown&#8221;? Che ho pulito a fondo la casa? Che ho fatto ordine nelle cartelle del computer? Che non ho una fogliolina secca nei vasi in terrazza manco a cercarla? Che ho messo in ordine scatoloni di documenti? Scusate, posso dire che due palle?! Ho tempo per questo ed altro! Io voglio una risposta leggendaria.</p>



<p>Voglio una ventata di nuovo, voglio creare un&#8217;energia positiva che mi sostenga, che mi consoli, che dia un senso a tutto questo.</p>



<p>Il primo giorno di clausura, prima ancora di cercare di mettere ordine nei miei pensieri, avevo scritto questa lista. Immagino l&#8217;abbiano fatto un po&#8217; tutti.</p>



<ul><li>Ricominciare a scrivere Sissi che sono anni che pago dominio e webhost per niente</li><li>Imparare a suonare quel povero ukulele appeso al muro</li><li>Ricominciare a cucinare seriamente</li><li>Mettere insieme tutti i progetti di cucito e farne una pagina web</li><li>Imparare a disegnare</li></ul>



<p>Dieci giorni dopo, tempo di bilanci:</p>



<p>Sissi<br>
Sissi è di nuovo online. Grazie al Fidanzato Asburgico ci sono ancora quasi tutti i vecchi post, le foto, i commenti. Un sacco di link non funzionano più, pian piano rimetterò tutto a posto. Confesso di aver passato un sacco di tempo negli ultimi giorni rileggendo vecchi post. Questa idea del diario romanzato continua a piacermi un sacco e la prima lettrice di Sissi sono indubbiamente io!</p>



<p>Ukulele<br> Ah, l&#8217;ukulele! Temo che se non abbiamo talento per una cosa sia impossibile farsela piacere. Il mio povero ukulele è ancora lì appeso al muro con sopra lo stesso dito di polvere di sempre.</p>



<p>Cucinare<br> La cucina in passato è sempre stata una grandissima forma di intrattenimento, immaginavo quindi mi si riaccendesse il sacro fuoco della passione. Mi sbagliavo. Ho ricominciato a cucinare ma con uno spirito diverso, in pratica solo ricette collaudate e comfort food certificato. In cucina, mi sono resa conto, cerco conforto, non la sfida. Per quella ci sono i video di yoga su YouTube.</p>



<p>Il progetti di cucito<br>
La macchina da cucire è spolverata, ho fatto un ordine pazzesco tra i materiali, scritto un paio di appunti e contattato l&#8217;amica temeraria con cui condividere questa avventura. Pronti, partenza, …</p>



<p>Disegnare<br>
È dai tempi delle scuole medie che ho questo sogno nel cassetto. Probabilmente è stato nel cassetto talmente tanto a lungo che un po&#8217; è rimasto attaccato ed è difficile tirarlo fuori. Non ho nemmeno iniziato a cercarmi tutorial, sigh.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/cosa-hai-fatto-durante-lo-shutdown/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">17433</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Buona vecchia saggezza popolare dei miei stivali!</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/buona-vecchia-saggezza-popolare-dei-miei-stivali/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/buona-vecchia-saggezza-popolare-dei-miei-stivali/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2014 11:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[quaranta]]></category>
		<category><![CDATA[saggezza]]></category>
		<category><![CDATA[venti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15783</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Ce le sentiamo ripetere ogni giorno, più volte al giorno. Fino a quando, per abitudine, osmosi, o semplice sfinimento, arriviamo a crederci per davvero. E invece, a pensarci un attimo, tanta saggezza popolare non sta né in cielo né in terra. Alcuni detti popolari, tanto per cominciare, hanno lo scopo evidentissimo di consolare le persone&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>
<p>Ce le sentiamo ripetere ogni giorno, più volte al giorno. Fino a quando, per abitudine, osmosi, o semplice sfinimento, arriviamo a crederci per davvero. E invece, a pensarci un attimo, tanta saggezza popolare non sta né in cielo né in terra.</p>
<p>Alcuni detti popolari, tanto per cominciare, hanno lo scopo evidentissimo di consolare le persone alle quali è capitato un piccolo incidente.</p>
<p><em>Pestare la cacca porta fortuna</em>. C’è davvero qualcuno che ci crede?</p>
<p><em>Sposa bagnata sposa fortunata</em>. Davvero, lasciando da parte un momento le interpretazioni più porcelle, se piove il giorno del tuo matrimonio ci resti male. Punto.</p>
<p>Altri detti non sembrano contenere un messaggio consolatorio, ma lo scopo è e rimane palesemente un altro.</p>
<p><em>Se guardi troppa tv ti vengono gli occhi quadrati</em>. Intendiamoci, tenere lontani i bambini dalla televisione è cosa buona e giusta, ma non ti vengono gli occhi quadrati, invero no.</p>
<p><em>Chi fa sesso a capodanno fa sesso tutto l’anno</em>. Non è vero – giuro! – posso confermare in primissima persona. Ergo, se me lo sento dire allo scoccare della mezzanotte fatidica dal mio date con cui esco oggi per la prima volta… no, ha in mente altro.</p>
<p>Su altri la maggioranza sembra essere tacitamente d’accordo. Io no.</p>
<p><em>Altezza mezza bellezza</em>. Una bufala tremenda, io trovo più facile essere elegante e graziosa con qualche centimetro di meno, non di più.</p>
<p><em>Mal comune mezzo gaudio</em>. E che è? Il trionfo degli uccelli del malaugurio? Condividere i propri guai con chi ha fatto la stessa esperienza offre sempre una certa forma di consolazione perché aiuta a non sentirsi l’ultimo deficiente della terra. Ma certamente non provoca gaudio. No, manco mezzo, manco un pezzettino.</p>
<p><em>Chi fa da se fa per tre</em>. Un’altra boiata incredibile. Chi fa da se, infatti, potrà al massimo fare per uno. Non per due, e sicuramente non per tre. Certo che se poi ti scegli collaboratori inetti, capaci solo di starti tra i piedi a dar fastidio senza combinare un tubo… ma davvero, tre persone in gamba fanno sicuramente più e meglio di una sola.</p>
<p><em>Chi la fa l’aspetti</em>. E qui direi: magari!! Questo detto sembra implicare una sorta di karma cosmico, per cui se la fai, stai tranquillo che poi ne pagherai le conseguenze. E invece no, c’è gente là fuori che campa una vita lunga e beata facendo torti a destra e a manca, rubacchiando e fregando il prossimo. E il karma se ne infischia.</p>
<p><em>Tutto il mondo è paese</em>. Questo lo odio con particolare vigore. Specie quando viene usato per giustificare le italiche storture.</p>
<p><em>Moglie e buoi dei paesi tuoi</em>. Questo lo odia con particolare vigore il Fidanzato Asburgico.</p>
<p><em>L’amore non è bello se non è litigarello</em>. ‘Na cacata, scusate. L’amore è bello litigarello se vi piace litigare. A chi piace litigare?</p>
<p><em>L’abito non fa il monaco</em>. E qui potrei scrivere un trattato. Riassumendo, sono d’accordo che l’abbigliamento non definisca nessuno. Ma non trovo giusto pretendere sempre e comunque che l’interlocutore  faccia lo sforzo di vedere oltre l’aspetto esteriore. Specie nelle situazioni in cui presentarsi in abiti consoni sarebbe un vantaggio per noi. Esempio banale: presentarsi a un colloquio di lavoro in banca in bermuda e infradito. Lo vuoi ‘sto lavoro o no?</p>
<p>Alcuni detti poi mi vanno di traverso nonostante la provenienza garantita. Tipo mia nonna, che amava ripetere <em>nella vita non si può sempre avere tutto</em>. E perché mai? chiedevo io. La nonna non rispondeva ma scrollava le spalle sbuffando.</p>
<p>O anche questo, che ultimamente mi sono sentita ripetere spesso:</p>
<p><em>I quaranta per una donna sono i nuovi venti.</em></p>
<p>Ecco, sono solo due giorni che ho quarant’anni, su questo non mi vorrei ancora pronunciare.</p>
<p>Ieri comunque ho inaugurato ‘sti benedetti quarant’anni con una zingarata sopraffina. E c<em>hi ben comincia…</em></p>
<div id="disqus_thread">&nbsp;</div>
<p><script><br />
    /**<br />
     *  RECOMMENDED CONFIGURATION VARIABLES: EDIT AND UNCOMMENT<br />
     *  THE SECTION BELOW TO INSERT DYNAMIC VALUES FROM YOUR<br />
     *  PLATFORM OR CMS.<br />
     *<br />
     *  LEARN WHY DEFINING THESE VARIABLES IS IMPORTANT:<br />
     *  https://disqus.com/admin/universalcode/#configuration-variables<br />
     */<br />
    /*<br />
    var disqus_config = function () {<br />
        // Replace PAGE_URL with your page's canonical URL variable<br />
        this.page.url = PAGE_URL;  </p>
<p>        // Replace PAGE_IDENTIFIER with your page's unique identifier variable<br />
        this.page.identifier = PAGE_IDENTIFIER;<br />
    };<br />
    */</p>
<p>    (function() {  // REQUIRED CONFIGURATION VARIABLE: EDIT THE SHORTNAME BELOW<br />
        var d = document, s = d.createElement('script');</p>
<p>        // IMPORTANT: Replace EXAMPLE with your forum shortname!<br />
        s.src = 'https://EXAMPLE.disqus.com/embed.js';</p>
<p>        s.setAttribute('data-timestamp', +new Date());<br />
        (d.head || d.body).appendChild(s);<br />
    })();<br />
</script><br><noscript><br>
Please enable JavaScript to view the<br>
<a href="https://disqus.com/?ref_noscript" rel="nofollow"><br>
comments powered by Disqus.<br>
</a><br>
</noscript></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/buona-vecchia-saggezza-popolare-dei-miei-stivali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15783</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Paese che vai… tessera sanitaria che trovi</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-tessera-sanitaria-che-trovi/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-tessera-sanitaria-che-trovi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 12:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15804</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Non ci sono dubbi, persino io che sono una fan sfegatata di Vienna e dei Viennesi devo ammettere: gli Italiani si vestono meglio degli Austriaci. Lo ammettono anche loro, porelli. Dodici anni fa, poi, quando sono arrivata, la moda asburgica sapeva decisamente di muffa. Scherzando – ma neanche troppo – dicevo sempre che la moda&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>Non ci sono dubbi, persino io che sono una fan sfegatata di Vienna e dei Viennesi devo ammettere: gli Italiani si vestono meglio degli Austriaci. Lo ammettono anche loro, porelli.</p>
<p>Dodici anni fa, poi, quando sono arrivata, la moda asburgica sapeva decisamente di muffa. Scherzando – ma neanche troppo – dicevo sempre che la moda austriaca si era fermata agli anni ’80. I primi anni, quindi, lo shopping per l’abbigliamento lo facevo sempre e solo quando tornavo in Patria. I colpi di sole dal parrucchiere pure. Gli autoctoni, bisogna però ammettere, negli ultimi dieci anni sono migliorati tanto, a vista d’occhio. Oggi, nel 2014, riconosco che Vienna, in quanto a <em>coolness</em>, se la gioca con metropoli ben più blasonate. E saremo ancora un attimo indietro rispetto a Londra o New York, ma chi non lo è? Manco Milano. Ma con Berlino, Amsterdam, ecco, ce la vediamo.</p>
<p>Eppure tra gli Italiani all’estero questa cosa che i locali si vestano male non lascia tregua. A pensarci anche tra gli Italiani in Italia – l’essere più eleganti degli altri è motivo di vanto, il confronto estetico incessante. Non smettiamo davvero mai di notarlo; il confronto estetico, per un Italiano, pare connaturato. Quando vedono passare una bella donna, quando comprano un’automobile, quando scelgono cosa indossare la mattina, quando timbrano il biglietto sul tram. (No, perché le obliteratrici italiane sono le più belle del mondo).</p>
<p>Ieri rimuginavo su questo fatto – e tenete presente, vi prego, che io sulla moda e sul design la metto giù piuttosto dura. Mi è tornato in mente un aneddoto capitato tanti anni fa, quando ero a Vienna da un paio d’anni e ancora lavoravo in azienda.</p>
<p>Un giorno, per misteriosi motivi burocratici che esulano la mia comprensione, mi arrivò per posta la tessera sanitaria italiana. Nel portafoglio avevo già quella austriaca e durante una pausa pranzo con i colleghi le tirai fuori entrambe e facemmo il confronto. Dato che erano due pezzi di plastica, grandi uguali e con la stessa precisa funzione, l’unico confronto possibile era sull’aspetto estetico. E fummo tutti d’accordissimo: quella italiana è molto più bella. Fronte e retro. A ruota partirono poi i classici commenti su quanto sono eleganti le forze dell’ordine in Italia, e i Carabinieri che paiono colonnelli, e i Vigili che paiono ammiragli, e semplici soldati (che in Austria indossano un ridicolo tutone verde inevitabilmente della taglia sbagliata) paiono Fred Astaire.</p>
<p>Ora, mentre io ero lì che gongolavo felice della schiacciante vittoria, crogiolandomi nella mia intrinseca superiorità estetica, sapete cosa facevano i colleghi? <em>Sghignazzavano come matti!</em></p>
<p>Ci rimasi malissimo, ma appena passata l’arrabbiatura capii una cosa fondamentale: vivo in una cultura che non da troppa importanza all’eleganza. Il che non vuol dire che girino tutti conciati come streghe, o che non si lavino, o che non si curino. Semplicemente non fanno tutta ‘sta manfrina. O forse, pensando alle bellissime infrastrutture italiane che tre anni dopo l’inaugurazione già cadono a pezzi, si concentrano anche su altro. La manutenzione, tiè.</p>
<p>Io non sono <a title="Paese che vai… stile che trovi" href="http://www.nonsolosissi.com/paese-che-vai-stile-che-trovi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">affatto immune</a> da questa sorta di italico peccato originale, e non credo sia l’ultima volta che ne parlo. Comunque segnatevelo: l’eleganza non è un valore a cui tutti danno la stessa italica importanza.</p>
<p>E ciò non è banale come sembra.<br />
PS Prego notare l’asburgicissima perversione di usare sempre il titolo accademico prima del nome, non imposta quanto prosaica sia l’occasione.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-tessera-sanitaria-che-trovi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15804</post-id>	</item>
		<item>
		<title>I crucci dell’espatriato: I Giochi Olimpici degli altri</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/i-crucci-dellespatriato-i-giochi-olimpici-degli-altri/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/i-crucci-dellespatriato-i-giochi-olimpici-degli-altri/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 08:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15818</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Ogni due anni ripeto lo stesso preciso identico rituale olimpico: emozione, interesse, frustrazione, noia, disinteresse. Cioè parto in quarta, poi m’ammoscio. Mi riferisco ovviamente ai Giochi Olimpici visti dall’estero. Che sono sempre, lasciatemelo dire, una piccola ma amara delusione. Ora, tanto per chiarire, la mia televisione a casa non prende canali italiani; e io mi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>Ogni due anni ripeto lo stesso preciso identico rituale olimpico: emozione, interesse, frustrazione, noia, disinteresse. Cioè parto in quarta, poi m’ammoscio. Mi riferisco ovviamente ai Giochi Olimpici <em>visti dall’estero</em>. Che sono sempre, lasciatemelo dire, una piccola ma amara delusione.</p>
<p>Ora, tanto per chiarire, la mia televisione a casa non prende canali italiani; e io mi rifiuto di guardare gare sportive sul divano, con il laptop appoggiato sulle ginocchia. Non c’è gusto. Ergo: che alternative mi rimangono?</p>
<p>La televisione austriaca e quella tedesca – che vedo entrambe senza difficoltà – passano i Giochi a tutto spiano, vero, e posso tranquillamente guardarmeli in Tedesco. Questo significa però guardare le gare <em>in cui atleti austriaci o tedeschi sono in odore di podio</em>. Mentre da un’altra parte, magari, un Italiano sta vincendo una medaglia. Sigh. I commentatori austriaci sono poi talmente di parte, che irritano subito. Quelli tedeschi, invece, sono particolarmente acidi con tutti gli atleti (indipendentemente dalla provenienza) che tempo cinque minuti mi fanno salire una rabbia, ma una rabbia…</p>
<p>Oppure potrei guardare canali internazionali, talmente par condicio che persino i commentatori sono imparziali. Se un atleta vale, se la gara è interessante, te la fanno vedere. Purtroppo la mia impressione è che i commentatori siano sempre gli stessi, due, per tutte le discipline. E non ne capiscano gran che. I due, giustamente, non trovano di meglio da fare che levarsi il cappello di fronte ai migliori del mondo ed è tutto un tripudio di “what a fantastic jump/shot/program/performance!”. Le premiazioni le fanno vedere molto di rado.</p>
<p>Non che non ci abbia provato, eh? Come del resto ogni due anni. Sabato scorso addirittura avevo chiuso il negozio due ore prima del solito per correre a casa a guardare la fine della cerimonia di apertura. Per strada, ricordo, saltellavo come una capretta e sorridevo beata.</p>
<p>Poi, piano piano, mi sono rammollita. Sarà che l’unico evento azzurro che ho avuto il piacere di vedere senza che il collegamento saltabeccasse tra sci di fondo, salto dal trampolino e/o skeleton, è stato il programma corto della Carolina Kostner? E ancora: Ho appena controllato online, nessuna medaglia d’oro per gli Azzurri, ma io tanto manco me ne sarei accorta. In dodici anni di permanenza, con ben sette Giochi Olimpici degli altri alle spalle, l’ultima volta che ho visto un Italiano sul podio e la telecamera è stata lì buona e zitta a inquadrarlo con la mano sul petto mentre suonava l’Inno di Mameli… erano i Giochi di Sidney. Correva l’anno 2000 e io avevo ventisei anni. (In effetti ci ripenso anche volentieri).</p>
<p>Ecco, mai un Italiano all’estero si sente piantato in asso come durante i Giochi Olimpici. Davvero, manco durante i Mondiali di Calcio, che lì almeno fan vedere tutte le partite in diretta, e se ti senti solo puoi sempre andare a vederti le partite all’aperto insieme a tanti sconosciuti. Questo consente di partecipare, di <em>sentirsi partecipe</em>, banalmente infilando la maglietta della Nazionale. E fortunatamente qui siamo in un posto dove sia gli autoctoni che i cittadini di Paesi confinanti son tutti vestiti di bianco e rosso. Con la tua bella maglia azzurra, quindi, sei riconoscibile da chilometri, e ci si può salutare tra Italiani sventolando la manina. Così per spirito di corpo.</p>
<p>Ecco, da quando vivo all’estero preferisco i Mondiali di Calcio alle Olimpiadi. Uno scandalo, converrete.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/i-crucci-dellespatriato-i-giochi-olimpici-degli-altri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15818</post-id>	</item>
		<item>
		<title>I risultati del IX14 e la matrice di Eisenheower</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/i-risultati-del-ix14-e-la-matrice-di-eisenheower/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/i-risultati-del-ix14-e-la-matrice-di-eisenheower/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 08:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[UNICEF]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15820</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Ieri pomeriggio, come da copione, mi è arrivata l’email con i risultati ufficiali del „The Top 100 International Exchange &#38; Experience Blogs 2014“. Come si fosse piazzata Sissi, sinceramente, non l’avevo ancora capito. Non che non mi fossi impegnata, eh? Avevo postato sul blog, sul mio profilo facebook, fermavo sconosciuti per strada chiedendo di votare&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>Ieri pomeriggio, come da copione, mi è arrivata l’email con i risultati ufficiali del <a href="http://en.bab.la/news/top-100-international-exchange-experience-blogs-2014" target="_blank" rel="noopener noreferrer">„The Top 100 International Exchange &amp; Experience Blogs 2014“</a>. Come si fosse piazzata Sissi, sinceramente, non l’avevo ancora capito. Non che non mi fossi impegnata, eh? Avevo postato sul blog, sul mio profilo facebook, fermavo sconosciuti per strada chiedendo di votare per me sullo smartphone*. Nella pratica però ogni browser (Chrome, Safari, …) mostrava risultati diversi.</p>
<p>… rullo di tamburi… squilli di tromba… <strong>Sissi si è piazzata seconda</strong>!</p>
<p>Al primo posto il podcast brasiliano (in Portoghese) <a href="http://www.onomedissoemundo.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“O nome disso é mundo”</a>, al terzo<a href="http://www.live-from-here.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Live from Hamburg”</a>, che a dispetto del titolo è un blog italiano. Ci siamo fatti valere, molto bene. A breve, non appena il Fidanzato Asburgico avrà un briciolo di tempo, gli farò aggiungere l’onorificenza sulla pagina iniziale del blog, a mo’ di coccarda per il maiale più bello della sagra.</p>
<p>Non so davvero come ringraziare tutti quelli che si sono presi la briga di cliccare a destra e sinistra e votare per me. Davvero, scritto così, e riletto nero su bianco, non rende affatto l’idea di quanto mi abbiate resa felice. Non è un momento, questo, in cui tutto giri propriamente per il verso giusto, e queste piccole gioie della vita hanno un significato ancora più profondo. Grazie.</p>
<p>Il premio mi è arrivato con un’email separata: un buono da 50 Euro da spendere nel webshop dell’<a href="http://www.unicef.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UNICEF</a> a nome di NonSoloSissi. Mi si sono inumiditi gli occhi. Non che ci voglia molto a farmi inumidire gli occhi, eh, ma questa volta ci stava tutta.</p>
<p>Ho cliccato sul link del webshop e immediatamente cominciato a struggermi. Impossibile prendere una decisione! Nemmeno applicando – come mi è stato insegnato nei seminari aziendali – il<a href="http://www.pratika.net/portal/formazione/374-matrice-di-eisenhower.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">principio di Eisenhower</a>, quello che classifica le robe da fare in base a importanza e urgenza. E ci arriva anche un deficiente fatto e finito che le attività in cima alla lista siano quelle <em>urgenti e importanti</em>. O che le ultime in classifica siano quelle <em>non urgenti e non importanti</em>. Spesso invece si toppa su cosa mettere al secondo posto (risposta corretta: <em>importante e non urgente</em>), perché quel<em>urgente </em>lì, con tutto il suo corollario di colleghi che ti ammorbano di telefonate, di capi che scalpitano, di fornitori che mandano email sempre più minacciose… ecco, spesso l’urgenza ha il sopravvento sull’importanza.</p>
<p>Non nel sito del’UNICEF. Tutte le cose elencate nel webshop sono decisamente importanti. E urgenti. Tranne forse il pallone da calcio, ecco. Che i bambini possano giocare e avere un momento di normalissima allegria infantile è importantissimo, ma, in confronto alle malattie, o anche all’educazione, l’urgenza non regge.</p>
<p>Morale della favola: <strong>Lettore misterioso</strong> che hai nominato Sissi per il concorso, <strong>fatti vivo! La decisione è tutta tua!</strong></p>
<p>XXX</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PS Lettore misterioso, se non hai voglia, non ti preoccupare! Inizio settimana prossima brucerò il buono tutto in coperte per i profughi – che io ho sempre freddo. Ed eventualmente un pallone da calcio. Uno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Questa cosa del fermare la gente per strada, ovviamente, non è vera. Anche perché votare dal cellulare su quella listarella microscopica avrebbe potuto avere effetti collaterali controproducenti. Il Fidanzato Asburgico, ad esempio, con le manone che si ritrova, ha beccato il radio-button del <em>blog sopra al mio</em>. Io – dopo averlo sfottuto una buona mezz’ora per le zampone da orso – ho votato, con le mie manine di fata, <em>per quello sotto</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/i-risultati-del-ix14-e-la-matrice-di-eisenheower/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15820</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pipì in piedi o pipì seduti? Un’intervista.</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/pipi-in-piedi-o-pipi-seduti-unintervista/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/pipi-in-piedi-o-pipi-seduti-unintervista/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 08:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[pipì]]></category>
		<category><![CDATA[popular-expat]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15822</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Oggi vorrei tornare un po’ alle origini di questo blog e analizzare, tramite una serie di interviste, un fenomeno che rientra nella categoria come funziona il cervello degli uomini. E, siccome che gli uomini non sono tutti uguali, bisognerà ascoltare più voci a riguardo. Il tema di oggi mi sta particolarmente a cuore: La pipì&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>Oggi vorrei tornare un po’ alle origini di questo blog e analizzare, tramite una serie di interviste, un fenomeno che rientra nella categoria <em>come funziona il cervello degli uomini</em>. E, siccome che gli uomini non sono tutti uguali, bisognerà ascoltare più voci a riguardo. Il tema di oggi mi sta particolarmente a cuore:</p>
<p>La pipì – si fa in piedi o seduti?</p>
<p>Iniziamo con un fervente sostenitore della <em>pipì seduti</em>, il Fidanzato Asburgico.</p>
<p>Sissi: Buongiorno Fidanzato Asburgico, chiariamo subito: sei consapevole che questa intervista è una ripicca? Per l’avermi svegliata ieri notte ben oltre l’una per raccontarmi che Facebook ha comprato WhatsApp per 19 miliardi di dollari, si?</p>
<p>Fidanzato Asburgico: Si, perfettamente consapevole.</p>
<p>S: Bene, allora cominciamo. La pipì, da che mondo è mondo, le donne la devono fare sedute, gli uomini, invece, possono scegliere.</p>
<p>FA: Vero, un vantaggio non indifferente.</p>
<p>S: Concordo. Io, comunque, sarà che non ho scelta, trovo disgustoso dover pulire gli schizzi di pipì secca intorno al water. Che sia la tua, la mia, o quella di qualcun altro. Mi imbarazza anche l’idea che una donna delle pulizia debba grattarla via. Come la pensi a riguardo?</p>
<p>FA: Confesso che fino a quando ho vissuto a casa dei miei genitori io la pipì la facevo orgogliosamente in piedi.</p>
<p>S: Davvero? E poi che è successo?</p>
<p>FA: La voglia mi è passata per magia quando sono andato a viere da solo, precisamente nel momento in cui ho pulito io, per la prima volta, la toilette. Da allora sempre seduto.</p>
<p>S: Sono più di vent’anni, quindi.</p>
<p>FA: Si, più di metà della mia vita.</p>
<p>S: Ti manca?</p>
<p>FA: Guarda, nei bagli pubblici – per esempio quando sono in un locale o al ristorante – preferisco non sedermi sulla tazza e la faccio in piedi. Ho quindi diverse occasioni di portarlo a spasso*. No, non mi manca.</p>
<p>S: Grazie, buona giornata.</p>
<p>FA: Buona giornata anche a te, Principessa.</p>
<p>Nota: La redazione è alla ricerca di uno o più sostenitori della <em>pipì in piedi</em>, per completare questo quadro sociologico. Messaggio privato, email, commento qui sotto. Senza vergogna!</p>
<p>* Per chi mastica Tedesco, l’espressione originale usata dal Fidanzato Asburgico è <em>ich habe genügend Auslaufmöglichkeiten</em>. Che in effetti rende meglio l’idea.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/pipi-in-piedi-o-pipi-seduti-unintervista/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15822</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Paese che vai… feste comandate che trovi</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-feste-comandate-che-trovi/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-feste-comandate-che-trovi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 08:16:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15825</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> L’Austria è un Paese cattolico. Il che non vuol dire che la domenica le chiese siano piene di fedeli, per carità; significa semplicemente che, un po’ come in Italia, mentalità, usi e costumi asburgici sono fortemente permeati dal retaggio cattolico. Che so, il venerdì si mangia pesce, ci si sposa in chiesa anche se non&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>L’Austria è un Paese cattolico. Il che non vuol dire che la domenica le chiese siano piene di fedeli, per carità; significa semplicemente che, un po’ come in Italia, mentalità, usi e costumi asburgici sono fortemente permeati dal retaggio cattolico.</p>
<p>Che so, il venerdì si mangia pesce, ci si sposa in chiesa anche se non si è troppo credenti, si impreca dicendo <em>Jesus-Maria-und-Josef!</em> (Gesù, Maria e Giuseppe!) e per salutarsi si dice <em>Gruß Gott</em> (un’abbreviazione di <em>Grüß[e] dich Gott</em>, ti saluti il Signore). Una roba, quest’ultima, per cui in Germani ti squalifichi immediatamente per quello che sei: uno che ha imparato il Tedesco in Austria. E i negozi ermeticamente chiusi tutte le santissime domeniche. Davvero, non si scappa.</p>
<p>Le feste comandate, poi, sono un tripudio di cattolicesimo. Qui, infatti, ci sono più giorni di festa cattolici che non in Italia! Quando lo faccio notare agli amici asburgici, cadono tutti dal pero. Per tradurre i nomi di tali feste mi sono poi fatta una cultura religiosa che levate.</p>
<p>Le feste comandate di natura non religiosa sono relativamente simili in Italia e Austria: Capodanno e Festa del Lavoro. Più una festa per la Liberazione d’Italia il 25 aprile e una festa della Repubblica il 2 giugno di là, e un <em>Nationalfeiertag</em> il 26 ottobre di qua.</p>
<p>Le feste religiose sono più divertenti, almeno per quanto riguarda il nome. Ho perso il conto di quante volte ne ho cercate la traduzione online, e immediatamente dopo la spiegazione su Wikipedia di che razza di celebrazione fosse. (È questo il motivo per cui ho messo tanti link, nel caso ci fosse qualcun altro lì fuori con la mia stessa vaga tendenza all’autismo e poi non ci dorme la notte).</p>
<p>Il 6 gennaio è festa anche qui, ma al posto che dire Epifania o colloquialmente Befana, qui si dice<em>Heilige Drei Könige</em> o colloquialmente <em>Drei Heilige</em>. Che non sarebbe manco troppo difficile da intuire, letteralmente <em>Santi Tre Re – i Re Magi</em>. Mi fa un po’ ridere che qui ci tengano a sottolineare la religiosità del fatto. Altro che Befana della mia infanzia: a Roma infatti era lei a portare dolciumi e regalini ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi, non Babbo Natale. A ripensarci, una roba alquanto pagana.</p>
<p>Ci sono poi la Pasqua e il Lunedì di Pasqua, che qui festeggiamo preciso identico, <em>Ostersonntag (domenica di Pasqua)</em> e <em>Ostermontag (lunedì di Pasqua)</em>.</p>
<p>In Italia, per la festa religiosa seguente, bisogna poi aspettare fino a fine estate. In Austria no! In Austria, dopo Pasqua, arriva quel periodo magico per cui, i primi anni che vivevo da queste parti, mia madre, sentendomi blaterare di tanti giorni di vacanza, si raccomandava preoccupata al telefono di non prendere troppe ferie che poi il capo si indispettiva.</p>
<p>Il 29 maggio è <em>Christi Himmelfahrt</em>, che tradotto letteralmente vuol dire <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ascensione_di_Ges%C3%B9" target="_blank" rel="noopener">Assunzione di Cristo</a>. Ora, io in vita mia di catechismo ne ho fatto pochino, in pratica solo la preparazione alla Prima Comunione. L’orario di quello per la Cresima, infatti, collideva con le lezioni di tennis, e i miei genitori mi lasciarono scegliere cosa frequentare. (Serva da monito a chi invoca la democrazia diretta). E difatti io ero convinta che Gesù fosse risorto tre giorni dopo la crocefissione, e che la faccenda fosse finita lì. Invece – ho appena ricontrollato su Wikipedia &#8211;  ha davvero aspettato quaranta giorni a salire in cielo.</p>
<p>La festa religiosa successiva, il 9 giugno, ha un nome ancora più misterioso: <em>Pfingstmontag</em>. La traduzione letterale non è banale, specie per chi non mastica il Tedesco alla perfezione. In soldoni è il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pentecoste" target="_blank" rel="noopener">Lunedì di Pentecoste</a>, solo che in Tedesco Pentecoste è <em>Pfingsten</em> e quindi nello <em>Pfingsmontag</em>(che <em>Montag</em>, l’abbiamo già imparato, è il lunedì) manca un pezzo. Non che la parola <em>Pfingsten</em>, intera o tronca che si voglia, rientri nei primi cento vocaboli che uno impara, eh? Manco nei primi mille. O milione, per quanto mi riguarda. Anzi, l’ho appena cercato online. Ma già me lo sono scordato.</p>
<p>Poco dopo ne capita una ancora più misteriosa: il 19 giugno è <em>Fronleichnam</em>, e io all’inizio dal nome ero convinta fosse una festività ebraica (che vergogna). Invece il vocabolario mi sputa fuori una traduzione palesemente cristiana: <em>Corpus Domini</em>. Non che me ne faccia niente, eh, di questa traduzione. Scavando un po’, comunque, Wikipedia (sempresialodata) mi informa che la festività è più comunemente nota come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corpus_Domini" target="_blank" rel="noopener"><em>Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo</em></a>. Non ci ho capito un tubo ma suona solennissimo.</p>
<p>Fino a fine anno, poi, le feste religiose sono tutte in comune una dopo l’altra. L’Assunzione il 15 agosto, che qui si chiama <em>Maria Himmelfahrt</em> (Assunzione di Maria) ma non c’è alcun bisogno di impararlo. Se dici <em>Ferragosto</em> gli Austriaci, che vanno sempre volentieri in vacanza in Italia, ti capiscono lo stesso. Il Primo novembre con Tutti i Santi, che qui si chiama semplicemente<em>Allerheiligen</em> (Tutti i Santi). Poi l’Immacolata Concezione, <em>Maria Empfängnis</em>, l’8 dicembre. Unica giornata di festa in cui i negozi asburgici sono aperti e qui si va a fare shopping natalizio, mentre in Italia si <a title="Cultural Crash Natalizio" href="http://www.nonsolosissi.com/cultural-crash-natalizio/" target="_blank" rel="noopener">decora l’albero di Natale</a>. Sigh. Poi Natale (qui <em>Christtag</em> – Giorno di Cristo) e Santo Stefano (<em>Stefanitag</em> – Giorno di Stefano).</p>
<p>Riassumendo: feste laiche 4-3 per l’Italia, feste cattoliche 10-7 per l’Austria. Alla faccia.</p>
<p>Questa cosa che l’Austria sia un Paese molto cattolico è la mia spiegazione da sociologa da strapazzo del perché qui gli Italiani si trovino meglio rispetto ad altri posti in cui si parla la stessa lingua. La Germania, ad esempio, specie verso nord, è profondamente diversa. <em>Luteranamente</em>diversa, intendo. La cultura cattolica si porta dietro infatti diversi modi di fare che a noi vengono spontanei; su tutti il vezzo di fare tanti complimenti prima di arrivare al punto.</p>
<p>Prendete questa conversazione, che si svolge allo stesso modo in Italia come in Austria:</p>
<p>“Vuole un caffè?”</p>
<p>“No, grazie, non si disturbi”</p>
<p>“Nessun disturbo, davvero!”</p>
<p>“No, si figuri, non voglio creare trambusto!”</p>
<p>“Guardi che lo preparo volentieri, ne bevo uno anch’io!”</p>
<p>“Ah, beh, allora se lo beve anche lei… si grazie!”</p>
<p>Questa conversazione a Berlino come a Stoccolma sarebbe stata molto più breve</p>
<p>“Vuole un caffè?”</p>
<p>“Si, grazie”.</p>
<p>Ogni volta che mi capita, pur con la mia <a title="Io mi sento parte di un club!" href="http://www.nonsolosissi.com/io-mi-sento-parte-di-un-club/" target="_blank" rel="noopener">spessa panatura</a> di scambio interculturale, ci rimango un po’ male.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PS Per quanto riguarda le feste mobili come la Pasqua, le date che ho riportato si riferiscono al 2014.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-feste-comandate-che-trovi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15825</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La dea delle piccole cose vuole bene a Sissi!</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/la-dea-delle-piccole-cose-vuole-bene-a-sissi/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/la-dea-delle-piccole-cose-vuole-bene-a-sissi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15827</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Nel novembre del 2012 fa ho aperto questo blog. Non è stato un istinto del momento bensì una decisione sulla quale ho ruminato tantissimo. Ci ho messo quasi un anno solo per decidere in che lingua scrivere. O di cosa parlare. All’inizio fantasticavo di scrivere solo di vita di coppia, ad esempio, o solo di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>Nel novembre del 2012 fa ho aperto questo blog. Non è stato un istinto del momento bensì una decisione sulla quale ho ruminato tantissimo. Ci ho messo quasi un anno solo per decidere in che lingua scrivere. O di cosa parlare. All’inizio fantasticavo di scrivere solo di vita di coppia, ad esempio, o solo di cucina. Ci sono volute poi due settimane buone solo perché mi decidessi sul layout – il Fidanzato Asburgico non ne poteva più delle mie modifiche. E quasi un mese per scegliere il nome. Un parto lunghissimo, che manco un’elefantessa. Del risultato sono molto contenta anche a più di un anno di distanza.</p>
<p>Una volta messo online sono cominciate le sorprese. Perché in mezzo a tutte quelle elucubrazioni non mi ero mai davvero interrogata su cosa significa, nella pratica, avere un blog. Sarà che sono un po’ naïve, sarà che io, come dicono da queste parti, <em>sono costruita vicino all’acqua</em> e mi commuovo per un nonnulla, ma le sorprese sono state tante. E deliziose.</p>
<p>Che so, i primi <em>commenti di sconosciuti</em>. Prima o poi doveva succedere, chiaro, ma io stavo lì seduta davanti al computer a osservare lo schermo con un sorriso ebete in faccia per delle ore.</p>
<p>O il paio di persone che si sono prese la briga di venire a cercarmi in negozio perché <em>mi volevano conoscere di persona</em>. Una roba che mi fa sentire molto celebrity, e contemporaneamente vergognare come un ladro. Ne sono nate anche delle belle amicizie.</p>
<p>O i messaggi privati di ringraziamento. Cioè <em>loro ringraziano me</em>, pensate!</p>
<p>Una volta addirittura mi è arrivato un pacchetto per posta pieno di cibarie, inviatomi da una lettrice. E anche se per vie traverse abbiamo avuto a che fare in passato, sul bigliettino ha scritto proprio<em>grazie di aver allietato le nostre giornate con il tuo blog</em>. Cioè non solo lei è di una dolcezza infinita, ma tutta la sua famiglia legge Sissi! Se non ti squagli così, uguale a che distanza dall’acqua sei costruito, hai il cuore di pietra.</p>
<p>Quello che non mi aspettavo da un blog – che è una cosa estremamente virtuale – è il calore umano, ecco.</p>
<p>Settimana scorsa è poi capitata una pietra miliare della mia carriera di blogger da strapazzo: un lettore misterioso ha nominato NonSoloSissi per un concorso internazionale tra blog che parlano di espatrio. Si chiama “Top 100 International Exchange and Experience Blogs”. In pratica tutti blog di gente che vive all’estero e blatera di espatrio, non importa da che Paese veniamo, dove siamo andati a vivere, o in che lingua scriviamo. In palio non ci sono soldi o gloria, ma una donazione all’UNICEF in nome dei primi 100 qualificati (maggiori informazioni <a href="http://www.lexiophiles.com/english/ix14-how-the-competition-works" target="_blank">qui</a>).</p>
<p>A me è salita comunque la smania da competizione!</p>
<p>Posso chiedervi il favore di votare per me?</p>
<p>Basta cliccare su <a href="http://wayback.archive.org/web/20140213145024/http://www.lexiophiles.com/english/vote-for-your-favorite-ix14-blog" target="_blank">questo link</a>, cercare NonSoloSissi nella lista, cliccare sul bottoncino rotondo vicino al nome, e poi su <em>vote</em>. Finito!</p>
<p>Si può votare (una volta sola) fino a lunedì 17 febbraio entro la mezzanotte meno cinque. Se volete condividere con amici, parenti, cani e porci… io non ho assolutamente nulla in contrario!</p>
<p>PS Lettore misterioso: TVB &lt;3</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/la-dea-delle-piccole-cose-vuole-bene-a-sissi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15827</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Se vuoi suonare cattivo, dillo in Tedesco</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/se-vuoi-suonare-cattivo-dillo-in-tedesco/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/se-vuoi-suonare-cattivo-dillo-in-tedesco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 08:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Vissuto]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[pronuncia]]></category>
		<category><![CDATA[tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15829</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> Qualche anno mi capitò di tornare a Roma per un fine settimana di svago, senza Fidanzato Asburgico che rimase a Vienna per lavoro. Il sabato sera mi ritrovai in macchina con un paio di amici di lunga data. Amici italiani. Ero seduta sul sedile posteriore quando squillò il mio cellulare. Era il Fidanzato Asburgico che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">2</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>Qualche anno mi capitò di tornare a Roma per un fine settimana di svago, senza Fidanzato Asburgico che rimase a Vienna per lavoro. Il sabato sera mi ritrovai in macchina con un paio di amici di lunga data. Amici italiani. Ero seduta sul sedile posteriore quando squillò il mio cellulare. Era il Fidanzato Asburgico che voleva augurarmi la buonanotte.</p>
<p>Chiacchierammo un paio di minuti, una conversazione dal tono</p>
<p>“Amore! Vai già a dormire?”</p>
<p>“Si, Principessa, domani mi devo alzare prestissimo”</p>
<p>“Ah, povero! Hai già su il pigiama?”</p>
<p>“Si, anche i calzerotti di lana, è da stamattina che non la smette di nevicare e fa un freddo tremendo”</p>
<p>“Oh, povero! Allora buona notte, sogni d’oro!”</p>
<p>“Buona serata anche a te, divertiti!”</p>
<p>Più un piccolo corollario di <em>bacini, bacetti e attacca prima tu, no dai riattacca prima tu</em>.</p>
<p>Gli amici in macchina mi osservavano impietriti. Finita la telefonata Elisa raccolse coraggio e mi chiese</p>
<p>“Oh, Monica, che è successo?”</p>
<p>Caddi dal pero.</p>
<p>“Perché lo chiedi? Non è successo niente.”</p>
<p>Lei mi incalzò</p>
<p>“Dai, Monica, ci conosciamo da vent’anni, come mai avete litigato?”</p>
<p>Improvvisamente capii. Tenete presente che in Tedesco <em>sogni d’oro</em> si dice <em>süße Träume</em>, una roba che inqueta un attimo anche a me, dodici anni dopo.</p>
<p>Scoppiai a ridere.</p>
<p>“Elisa! Non abbiamo litigato! Ci siamo augurati la buonanotte e scambiato smancerie! È proprio la lingua che suona così cattiva!”</p>
<p>Elisa e gli altri mi guardarono con molta compassione ma non aggiunsero altro.</p>
<p>I Tedeschi e gli Austriaci, in realtà, questa durezza della loro madrelingua non è che la sentano troppo. Analogamente, io non riconosco l’estrema musicalità dell’Italiano, una cosa che invece mi ripetono in tanti che non la parlano</p>
<p>“Ah, l’Italiano! La lingua più musicale del mondo!”</p>
<p>Sarà che a me la lingua perfetta per cantare sembra invece l’Arabo, e quella più musicale in assoluto il Portoghese come lo parlano in Brasile. Insomma, <em>se ci sei dentro non si sente</em>.</p>
<p>Questa cosa che il Tedesco suoni cattivo, ruga molto al Fidanzato Asburgico, che mai si era piegato al cliché <em>se vuoi che suoni cattivo dillo in Tedesco</em>. E se non sai parlare Tedesco almeno dillo con un<em>accento tedesco</em>.</p>
<p>L’altra sera invece è capitata questa notizia sul televideo di un canale privato austriaco, la vedete nella foto qui sopra.</p>
<p>Dopo aver letto il titolo sono scoppiata a ridere. Il Fidanzato Asburgico mi ha chiesto perché ridessi.</p>
<p>“Ma dai, è evidente!”</p>
<p>“No, non lo è. Perché ridi?”</p>
<p>“Ma l’hai letto il titolo?”</p>
<p>“’Mbè?”</p>
<p>“Leggilo ad alta voce magari”</p>
<p>Lui ha letto ad alta voce</p>
<p>“Be-ghe-el-de kli-ko-vitz be-kre-f-tig-t Kri-ti-k…”</p>
<p>guardandomi perplesso.</p>
<p>“Le senti tutte quelle consonati dure, quelle k, quelle t?”</p>
<p>“Si, le sento, una combinazione invero sfortunata”</p>
<p>“Sfortunata, concordo. Ti informo, però, che <em>tutte</em> <em>le frasi in tedesco</em> suonano così dure agli stranieri, anche quelle piene zeppe di consonanti morbidissime”</p>
<p>“Davvero?”</p>
<p>“Davvero. Lo capisci, finalmente, perché la tua lingua suona nazista ai non madrelingua?”</p>
<p>Il Fidanzato Asburgico ha chinato il capo</p>
<p>“Si, capisco”.</p>
<div id="int-nav"></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/se-vuoi-suonare-cattivo-dillo-in-tedesco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15829</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Paese che vai… vacanze che trovi</title>
		<link>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-vacanze-che-trovi/</link>
					<comments>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-vacanze-che-trovi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 08:35:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensato]]></category>
		<category><![CDATA[Monica Mel]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolosissi]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>
		<category><![CDATA[sciare]]></category>
		<category><![CDATA[semesterferien]]></category>
		<category><![CDATA[Vienna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nonsolosissi.com/?p=15831</guid>

					<description><![CDATA[<span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span> A Vienna sono cominciate le Semesterferien(vacanze di fine semestre), una settimana di chiusura delle scuole. È una tradizione che risale alla crisi petrolifera del 1973, la stessa per cui venne introdotta l’ora legale. Da queste parti, forse per compensare le vacanze estive che durano solo due mesi, ebbero una pensata aggiuntiva: nel periodo più freddo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Reading Time: </span> <span class="rt-time">3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minutes</span></span>A Vienna sono cominciate le <em>Semesterferien</em>(vacanze di fine semestre), una settimana di chiusura delle scuole. È una tradizione che risale alla crisi petrolifera del 1973, la stessa per cui venne introdotta l’ora legale. Da queste parti, forse per compensare le vacanze estive che durano solo due mesi, ebbero una pensata aggiuntiva: nel periodo più freddo dell’anno, febbraio, tenere le scuole chiuse – quindi non riscaldate – per una settimana. Passata la crisi, le vacanze sono rimaste, e qualcuno ancora le chiama nostalgicamente <em>Energieferien</em> (vacanze energetiche). In pratica poi, vanno tutti a sciare. Inclusa Sara e la sua famiglia.</p>
<p>Sara, un’amica italiana che vive qui a Vienna, è passata a trovarmi qualche settimana fa e mi ha raccontato – con un faccino abbastanza disperato – di aver prenotato una settimana in montagna con marito e figlio a febbraio</p>
<p>„Sai, mio figlio l’anno prossimo comincerà ad andare alle elementari e ancora non sa sciare… dobbiamo assolutamente recuperare se non vogliamo farne un piccolo emarginato!”</p>
<p>Ho annuito convita e pensato che Sara è un’ottima madre.</p>
<p>La neve, da queste parti, è ubiqua da ottobre ad aprile. Per forza di cose, quindi, sciare è un’attività alla quale non si può girare intorno. Mettiamola così: se in Italia è difficile trovare un bambino che non sa nuotare, qui vale lo stesso per lo sci. Tutti sanno sciare, tutti adorano sciare, tutti vanno a sciare il più spesso possibile.</p>
<p>Tranne me.</p>
<p>Non posso dire di avere un <em>rapporto conflittuale</em> con la neve. Piuttosto, penso di <em>non avere un rapporto preciso</em> con la neve. Ripensando al mio passato, infatti, gli episodi che coinvolgano la neve sono rarissimi. Ricordo un giorno dell’Epifania, era il 1985, in cui mi svegliai la mattina e trovai la<a title="La Finta Umbria" href="http://www.nonsolosissi.com/la-finta-umbria/" target="_blank" rel="noopener">Finta Umbria</a> innevata. Ma innevata per davvero, durante la notte erano cadute due belle spanne di neve. Nei giorni seguenti continuò a fioccare in abbondanza, e le vacanze scolastiche di Natale si allungarono di una settimana intera. La Roma del 1985 era infatti altrettanto impreparata alla neve quanto la Roma del 2014 e la città si paralizzò.</p>
<p>Ricordo quella settimana come una parentesi favolosa, ovattata, piena di scorribande, pupazzi di neve e slittini improvvisati con buste della spazzatura o vassoi di plastica dura. E mani gelate e nasi colanti e sederi bagnati. Non so altrove, ma i bambini romani del 1985 non andavano a fare la settimana bianca con mamma e papà. Non eravamo assolutamente attrezzati per la neve. Niente tute da sci, Moon-Boots o muffole imbottite. Noi bimbi dei climi temperati facevamo a palle di neve con su i guanti di lana, sopra ai quali la mamma infilava due buste di plastica (i più raffinati usavano due buste <em>piccole</em>, e <em>uguali tra loro</em>) fermate sul polso con due elastici. Una decina di anni dopo nevicò di nuovo e la neve si fermò per terra per uno o due giorni.</p>
<p>Fine delle mie esperienze nevose autoctone.</p>
<p>Per vedere la neve, se abiti a Roma, devi proprio andartela a cercare. La prima settimana bianca della mia vita fu quella organizzata dalle scuole medie statali che frequentavo, nella ridente località di Monte Livata – praticamente il posto più vicino a Roma, un’ora di corriera, dove si potesse sciare. Quando mia mamma mi consegnò i pantaloni da sci smessi dieci anni prima dalla cugina ricca – blu scuro con delle bande bianche sui fianchi, di quelli anni ’70 in simil-neoprene, stretti sulla gamba con il fondo a zampa d’elefante – mi venne un pochino da piangere. La delusione mi passò poi in un attimo, quando vidi i pantaloni da sci di Gemma, la mia compagna di banco: precisi uguali ai miei solo giallo senape. E come diceva sempre mia nonna “nella vita è sempre una questione di paragoni”.</p>
<p>Qui in Austria no, non appena i bambini riescono a stare più o meno in piedi da soli, li infagottano per bene e poi li piazzano sugli sci. Contenti loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: <a href="http://www.ersteschischule.at">www.ersteschischule.at</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nonsolosissi.com/paese-che-vai-vacanze-che-trovi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15831</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Object Caching 36/140 objects using disk
Page Caching using disk: enhanced 
Minified using disk
Database Caching using disk

Served from: nonsolosissi.com @ 2023-02-22 01:38:21 by W3 Total Cache
-->