Originariamente pubblicato su Italians il 25.02.2011

Caro Beppe e cari Italians, non è una novità, ma secondo l’Economist Vienna è la terza città più vivibile al mondo. Confermo, vivo qui da nove anni e qui rimango. Vienna è una città di discrete dimensioni (quasi 2 milioni di abitanti), che si attraversa da un capo all’altro in 20 minuti con i mezzi pubblici. È molto sicura, tanto che le donne girano da sole e non esiste il concetto di “riaccompagnare alla macchina”. L’offerta culturale è da urlo, e non solo Sissi e musica classica. Rock, jazz, pop. Teatro, operetta, musical. Molti ottimi ristoranti, locali fighetti, cinema all’aperto e feste di quartiere. Il sistema sociale funziona benissimo, la burocrazia è onnipresente ma funziona come un orologio svizzero. Una capitale europea, da secoli punto d’incontro di tante culture. Essere straniero a Vienna è la cosa più facile del mondo, ed essere italiano è un punto a favore, niente immagine da emigrante con la valigia di cartone. Le montagne sono a un tiro di schioppo, il Danubio è pulito e ci si può nuotare, in un’ora e mezza di volo siamo di nuovo a casa. Perché allora non siamo sommersi da cervelli in fuga italiani? Vienna dovrebbe essere nei sogni di tutti! Il tedesco fa così paura? Temo sia una questione di immagine: Vienna, semplicemente, non è cool. Vuoi mettere Regno Unito e gli Stati Uniti? Strizzati in sei in un appartamento ai Docks londinesi? O quelle fascinose highway americane? Sarà, ma tra le dieci città più vivibili al mondo tre sono in Canada – troppo freddo; sei sono in Australia e Nuova Zelanda – troppo lontano; una è in Finlandia, e in confronto imparare il tedesco è una passeggiata. Perché al momento di scegliere una patria adottiva tanti Italians si lasciano guidare dal fattore “coolness” – come quando comprano i jeans – e non dalla ragione? Saluti da Vienna,

Monica Mel