Sei peggio di un bambino capriccioso
la vuoi sempre vinta tu,
sei l’uomo più egoista e prepotente
che abbia conosciuto mai.
(Grande, Grande, Grande)

L’alto ieri ho letto una notizia sul giornale, una notizia triste, è morto Gianni Ferrio, l’autore di „Parole Parole“ di Mina. Mi ha fatto tornare in mente il brano immortale di cui sopra, una canzone che fa sicuramente parte dell’immaginario collettivo italiano. Viene persino suonata o cantata dal vivo ad un matrimonio su due! Ho ripensato ad una cosa che mi frulla in testa da parecchio tempo:

Ma quanto sono obsoleti i testi delle canzoni di Mina?

Io vedo tutte quante le mie amiche
son tranquille più di me,
non devono discutere ogni cosa
come tu fai fare a me
(Grande, Grande, Grande)

Mi ha fatto tornare in mente in un flash una cosa che è successa a Viola qualche giorno fa. Una collega di lavoro le ha imbruttito perché una/due sere a settimana suo marito resta a casa da solo con la loro bambina mentre lei frequenta un master molto impegnativo. La tipa, invece di complimentarsi e magari prendere due righe di appunti, ha pensato bene di esclamare

“In pratica tuo marito fa la badante di tua figlia!”.

Viola ci è rimasta malissimo, ma ha avuto la prontezza di risponderle

“Mio marito non è una badante, bensì il padre di una bambina magnifica!”

Ecco, Viola è veramente più tranquilla della sue amiche, Viola non deve discutere ogni cosa… eppure la mentalità della donna che si immola alla relazione amorosa è dura, durissima a morire. Ma sto divagando.

Torniamo a Mina. E diciamolo, una buona volta: questa sta insieme all’uomo più egoista e prepotente lei abbia conosciuto mai, e se ne vanta pure?

Invece no, invece no
la vita è quella che tu dai a me,
in guerra tutti i giorni
sono viva sono come piace a te.
(Grande, Grande, Grande)

Sarà che io ‘sta storia dell’amore litigarello non me la sono mai bevuta; sarà che io detesto discutere col Fidanzato Asburgico, e quando lo faccio c’è sicuramente un motivo validissimo dietro. Ma in guerra tutti i giorni? Per compiacere lui, che ama tanto litigare? Ma fatemi il piacere!

State pensando esageri? Una canzone non fa primavera? Beh, “Grande, Grande, Grande” non è l’unico numero di Mina che mi suscita qualche perplessità.

Adesso arriva lui,
apre piano la porta
poi si butta sul letto
e poi e poi
ad un tratto io sento
afferrarmi le mani
le mie gambe tremare
e poi e poi e poi e poi
spegne adagio la luce,
la sua bocca sul collo
ha il respiro un po’ caldo
ho deciso lo mollo,
ma non so se poi farlo
o lasciarlo soffrire
l’importante è… finire.
(L’Importante È Finire)

Molto sexy, per carità, ma che è, l’inno alla violenza domestica?

C’è poi anche l’inno alla crocerossina

Grandi braccia grandi mani avrò per te
stretto al mio seno freddo non avrai,
no tu non tremerai, non tremerai.
(Amor Mio)

Non poteva mancare poi l’inno alla moglie-madre, che si prende cura di lui, lo consola, e veglia su di lui persino nel sonno.

E a vederti così
da vicino vicino
c’è il sonno che ti dà
un’aria da bambino
(Bugiardo E Incosciente)

Chissà perché, ma io invece sono relativamente sicura che se il Fidanzato Asburgico si svegliasse una notte, e mi trovasse lì che lo fisso al buio e in silenzio… si piglierebbe il coccolone del secolo!

E per finire, la madre di tutti i classici: la donna-pezza-da-piedi, quella che puoi trattarla male fin che vuoi, ma lei tornerà sempre scodinzolando, come un grosso cane troppo affettuoso col padrone che lo picchia.

Ecco guarda son qui
mi chino su di te
ma questa volta no,
non cederò perché
è quasi dolce sai
poter gridare che
nessuno al mondo mai
ti odierà più di me,
sto per farlo però
ti svegli e al tuo richiamo
rispondo sono qui
amore mio ti amo
(Bugiardo E Incosciente)

Ecco, questi sono i testi delle canzoni che canticchiamo tutti, che conosciamo talmente bene e da talmente tanto tempo, da non interrogarci più sul loro significato. Rileggerli in modalità prosaica è stato un esercizio che mi ha divertita molto. E, confesso, messo addosso un pizzico di ansia.