Originariamente pubblicato su Italians il 09.06.2013

Caro Beppe e cari Italians,

intervengo da estranea sulla questione Inglese si/Inglese no al Poli. Con una banale verità: “Italian pipol spic Inglisc laic dis”.

Gli italiani studiano Inglese a scuola per tanti anni, e a mio modesto parere sanno abbastanza bene la grammatica. Il problema è che imparano la pronuncia da insegnanti non madrelingua, i quali per una strana perversione italiota “spic Inglisc laic dis tuu”. Un circolo vizioso, e se ogni tanto in classe c’è il figlio di un madrelingua inglese, questo verrà preso in giro dai compagni per la pronuncia (perfetta). Storia vera.

Il corollario ridicolo e allo stesso tempo spaventoso? Quando parlano inglese, li capiscono sono gli altri italiani! Mi sembra di vederle queste lezioni universitarie in “Inglisc”: professore italiano che spiega in meno-che-pidgin sotto al quale si sente benissimo il dialetto bergamasco, studenti italiani che prendono appunti annuendo convinti, studenti stranieri che si guardano intorno confusi… ”ma che lingua è?”

Io attaccherei la faccenda alla radice, piuttosto. Con lettori madrelingua dalle elementari in poi. E tra qualche anno potremo tenere i benedetti corsi universitari in inglese senza renderci ridicoli.

Saluti da Vienna,

Monica Mel