Piccoli consigli per chi cerca lavoro all’estero

Originariamente pubblicato su Italians il 30.08.2011

Caro Beppe e cari Italians,

come a tanti Italians che vivono all’estero e che hanno scritto di lavoro su questo forum – che lavoro fanno e come l’hanno trovato – mi arrivano spesso richieste di consigli. Dato che all’estero non ci vanno solo ricercatori e insegnanti di lingua, dispenso volentieri i miei 5 cent di saggezza, quali motori di ricerca usare, il formato del cv che ha funzionato per me, qualche piccolo trucco. Purtroppo sempre più spesso mi cadono le braccia di fronte all’ingenuità di tanti giovani connazionali.

Qualche mese fa è stata pubblicata una mia lunga intervista su un portale di italiani all’estero in cui raccontavo che in un imprecisato futuro mi servirà un commesso nel mio negozio. E che gradirei un italiano, che un po’ di folclore non guasta mai. Ragazzi e ragazze dall’Italia prendono la palla al balzo, e mi scrivono che si vogliono trasferire qui, non sanno una parola di tedesco ma sono tanto volenterosi e impareranno in fretta. Io il tedesco l’ho imparato in fretta, e ci ho messo due-tre anni. E nel frattempo dovrei pagargli lo stipendio?

Quando consiglio di accennare nella lettera di accompagnamento che sono ogni tanto a Londra/Amburgo/Bratislava e quindi ci si potrebbe mettere d’accordo per un colloquio, mi rispondono piccati, ma quando mai! Pagare io il volo Ryanair e dormire sul divano di un conoscente? Senza la sicurezza del risultato? E perché mai dovrebbero pagare volo e albergo a voi quando fanno gratis il colloquio a un locale? Certo, ci sono aziende che ti assumono e poi ti insegnano la lingua; certo, c’è chi ti scarrozza per mezzo mondo per incontrarti. Ma sono casi eccezionali, e cercano candidati eccezionali.

Italians che volete espatriare, il lavoro c’è, non scoraggiatevi! Ma imparate bene le lingue straniere – prima – e rendetevi conto che la concorrenza è spietata. Saluti da Vienna,

Monica Mel
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