Il sacrosanto concetto che frutta e verdura sono importanti per un’alimentazione equilibrata sta visibilmente scendendo la scala sociale*. Me ne sono accorta guardando la pubblicità.

Due anni fa la pubblicità estiva di McDonald’s recitava più o meno così:

“Le scuole sono chiuse e i vostri bambini si annoiano?”

(Immagini di una bimba col muso lungo, che si dondola sola e sconsolata su un’altalena in giardino, poi un bimbo solo stravaccato sul tappeto della sua cameretta).

“Portateli da McDonald’s! Abbiamo l’animatrice col cappellino buffo, il pongo, le palline di mais che si incollano con l’acqua e pure l’aria condizionata!”

Non propriamente un inno al circolo virtuoso alimentare, vero?

Quest’anno la musica è cambiata, di brutto. Ora passano uno spot con una parete di frutti multicolore, che cadono rotolando nell’Happy Meal. Una musica decisamente diversa. Che poi ‘sta benedetta frutta e verdura si riduca a due spicchi di mandarino o due rondelle di carota a forma di fiore, non importa. Non è questo il punto.

Il punto è che là fuori ci sono persone convinte che una porzione di patate fritte equivalga a una porzione di verdura. One of your five. Non sto scherzando. E sono tantissimi. Sono la maggioranza.

Solo che io – e voi, lasciatemi azzardare – queste persone che vanno da McDonald’s con la prole per cena un giorno si e uno no, non le conosciamo. Sono a tutti gli effetti invisibili.

Io l’ho trovata meravigliosa e spaventevole allo stesso tempo, questa pubblicità.

 

*Questa cosa la devo rimuginare meglio: le mode salgono o scendono la scala sociale? E le rivoluzioni di pensiero? A portare gli skinny jeans hanno cominciato le mogli degli oligarchi russi o le cassiere del PAM? E chi ha insegnato a chi, che non si picchiano i bambini? (No, neanche uno scappellotto ogni tanto).