Ci sono delle qualità indiscutibili che nessuno mi può negare. Alcune positive, che so, sono una tipa sveglia. Posso anche non aver sempre ragione, eh, magari mancava esperienza, o attenzione, o voglia. Ma non mi potete dire che sono scema! In vita mia mi è capitato (di sentirmi dare della scema) due volte: la prima in seconda liceo, il professore di matematica più inetto della terra, durante l’orario di ricevimento, ebbe l’ardire di dire a mia madre che

“Monica poverina, si impegna tanto, ma non ci viene proprio su”.

Il risultato furono delle umiliantissime ripetizioni di matematica (a me!! ripetizioni! ancora brucia) col risultato che non dimenticherò mai come dimostrare la soluzione delle equazioni di secondo grado. La seconda volta fu il mio team leader, in un’azienda svedese. Che forse a pensarci bene era più irritato dal fatto che io fossi una donna, e parlassi due lingue straniere meglio di lui. Pubblicamente, però, la buttò sulla scema. Bastardo.

Altre qualità sono indubbiamente meno positive. La mia solida vena di pigrizia, ad esempio, in tutte le sue declinazioni. Il giardinaggio, tanto per nominarne uno. Ci provo, avrei teoreticamente anche voglia, ma il nostro giardinetto ha un aspetto – nei momenti più curati – molto shabby-chic. Nei momenti meno curati, onestamente, scarpata ferroviaria.

Ci provo a migliorarmi, eh, ci provo davvero. Con ottimi risultati, a tratti. Di moda, ad esempio, ne capisco parecchio. Ho letto un fantastilione di libri, inclusi tutti i classici. Ne capisco un po’ di tecnica, un po’ di politica, ho persino una simpaticissima vena geek. Credo che l’obiettivo che perseguo con costanza si possa definire chic. Raffinata, eclettica, senza puzza sotto al naso. A pensarci anche Lo Scalogno Project ha questo scopo, raffinarmi in cucina.

Ieri ho dovuto guardare la realtà in faccia. È tutto inutile, per la raffinatezza vera sono senza speranza.

Un piccolo antefatto: qualche giorno fa La-Mia-Gemella-Separata-Alla-Nascita ha postato un video nel nostro gruppo gastro-letterario su facebook. Questo video qui, che spiega passo passo come intagliare una mela e ricavarne un elegantissimo cigno. Abbiamo prima sghignazzato un po’ – chi ha il tempo, davvero, di mettersi lì a far ‘ste cose, senza nulla voler togliere all’eleganza del cigno di mela? Poi ho pensato che sarebbe stato divertente interpretare il video come una sfida, sia mai che nascosta sotto sotto in me non ci sia una piccola Martha Stewart?

Bene, ieri sera mi sono messa all’opera – mentre guardavo una puntata di una serie americana dalla trama complicatissima. Non ho capito bene cosa sia successo, ma sono sicura che la distrazione della TV accesa non c’entri niente. Il risultato lo vedete nella foto qui sopra.

Ci sono rimasta di sasso. Perché a me non è che sia uscito il cigno tutto storto – che è poi quello che mi aspettavo e che chiunque altro avrebbe ottenuto alla prima prova. No! A me esce – perfettamente intagliato, con maestria, quasi – l’anatroccolo di gomma! Martha Stewart c’è rimasta malissimo.

Che poi avessi di là la paperella di gomma come decorazione sulla mensola del bagno, da fotografare, è stato un attimo. In effetti Martha avrebbe già potuto intuire ancor prima che iniziassi.

Che poi a me nemmeno piacciono quelle che cinguettano

“Ah guarda, io non sono normale, io sono proprio matta! Heheheh!”

Io sono normale! Io voglio essere normale! Con tutti i miei difetti, i miei talenti, le mie idiosincrasie… ma sempre accuratamente nei limiti della normalità. E poi mi esce l’anatroccolo di gomma dalla mela. Chic? Davvero, non ho parole.