L’impronta ecologica

Ogni decennio ha i suoi rituali, le sue manie, Zeitgeist. Oggi mi sento pronta e ho calcolato la mia impronta ecologica.

Un piccolo errore concettuale, ho trovato velocissima una pagina web (www.mein-fussabdruck.at ) ed ho cominciato a cliccare, senza pensare che era in tedesco. Vi traduco qui le voci, scusate se suonano un po’ strambe. Suonavano un attimo pretenziose anche in lingua originale.

Pronti, via!

Accidenti, sono davvero precisini con le domande. Ho cercato di rispondere più onestamente possibile – nessuno vuole mentire alla propria coscienza, vero?

Il risultato è terrificante: 4,6 ettari globali. Vuol dire che se tutti gli abitanti della terra si comportassero come me, avremmo bisogno di 2,6 pianeti terra.

Non mi è piaciuto per niente, ma ho continuato a leggere la mia scheda dei risultati. Pian piano ho cominciato a sentirmi meglio. L’Austriaco medio consuma 4,9 ettari – io non sono poi così malaccio! Ho continuato a leggere, sarebbe stato meglio non farlo, ed ho capito come mai io faccia la figura della brava.

Nella rubrica Abitazione sono ben sotto la media. Posso solo ringraziare il palazzone gigante in cui abito – probabilmente l’unico assolutamente privo di charme del centro di Vienna.

La Mobilità si mantiene entro limiti accettabili, solo perché non posseggo un’automobile.

Nelle due ultime categorie Alimentazione e Consumi sono molto peggio della media. Non mi sorprende neanche un po’.

Ok, niente panico. Ho rifatto il test. Al secondo giro ho risposto non propriamente la vera verità, piuttosto mi sono lasciata leggermente ispirare da uno slancio di buona volontà. Tipo quelli per cui per cui ci illudiamo di non comprare più niente che non sia Fairtrade e poi passiamo davanti alla vetrina di Zara e… ma sto divagando.

Il mio consumo d’acqua per la doccia, per esempio, è sceso da “copioso” a “normale”. La mia dotazione di piccoli elettrodomestici si può ben descrivere come “esigua”, giusto? Il consumo di carne del gatto l’ho dimezzato, il Fidanzato Asburgico lo coccola abbastanza da potersene assumere anche la responsabilità ecologica. Ho anche tenuto conto che vado al lavoro a piedi tutti i giorni – pioggia o neve – e ho completamente azzerato la sezione trasporto pubblico.

Nuovo risultato: 3,8 ettari globali, questa volta decisamente nella classe “piccola”.

Bene, molto bene, ora abbiamo bisogno solamente di… 2,6 pianeti! Non così bene, dunque.

Ho rifatto il test.

Lo faccio sempre con queste applicazioni online. Sono sicuramente più furba io del programmatore e troverò presto una falla.

Cinque giri più tardi e la falla non l’avevo ancora trovato. Dannazione.

Ora sono però diventata curiosa: come dovrebbe comportarsi un abitante della Mitteleuropa moderna per risultare ecologicamente compatibile?

Ho rifatto il test, questa volta facendo tutte le rinunce possibili.

Lo studio del Fidanzato Asburgico/camera degli ospiti potremmo benissimo usarla come camera da letto. Lui può tranquillamente lavorare dal divano del soggiorno, con il laptop sulle ginocchia. Così eliminiamo anche il gigantesco mac che gli serve solo per i lavori di grafica, si caverà un po’ gli occhi, ma pace. Troveremo sicuramente qualcuno disposto a venire a vivere una vita ecologica e responsabile con noi. Naturalmente seguendo un modello di consumo sobrio, modesto e molto prudente.

Staremo tutti attentissimi a non sprecare carta, non mangeremo né carne né pesce, non berremo acqua minerale o succhi di frutta. Niente fiorellini nel giardinetto in cortile, solo pomodori e cetrioli. Certo il nostro giardinetto è davvero buio, peggio della cantina, magari funghi? Non faremo vacanze all’estero. Spegneremo tutti gli elettrodomestici ogni sera – e buona fortuna con la radiosveglia. Magari potremmo prendere un gallo, ecco. Compreremo solo alimenti biologici e a km zero.

E avanti così per i prossimi 50 anni – senza mai comprare un qualche nuovo aggeggio inutile. Ecologici veri, duri e puri.

Con un’impronta ecologica talmente piccola che ci scoppierà il cuore d’orgoglio: 2,3 ettari globali. Fanno 1,3 pianeti.

Sorry, ma a lavorare dobbiamo continuare ad andarci, sennò come la facciamo la spesa al reparto biologico?

Bene, ho voluto cominciare subito. Sono andata a fare la spesa per la settimana e ho comprato tantissima frutta e verdura, rigorosissimamente bio. Ho speso 189 Euro.

Il colpo mi ha fatto un po’ male, ma la calda sensazione ecologica nel cuore c’era ancora.

Sono tornata a casa e ho preparato una zuppa di verdure e pastina integrale per tutti, il gatto vedrà di abituarsi.

Tra poco torna a casa il Fidanzato Asbugico, e lo aggiornerò sulla nostra svolta ecologica. Sono sicura sarà felicissimo! Oddio, non vedo l’ora!

(Speriamo solo non voglia fare la doccia.)

impronta ecologica Monica Mel Nonsolosissi