Il party pseudo-glamour

Sabato scorso siamo andati ad un party in un jazz club. Era un evento a cui erano invitati tutti quelli che contano nell’ambiente musicale austriaco, per festeggiare il quarto di secolo di una casa discografica indipendente. Quando, pochi giorni prima, il Fidanzato Asburgico mi aveva comunicato l’invito, avevo impulsivamente esclamato

„Finalmente!“

No, perché nella mia immaginazione, questa storia del Fidanzato Asburgico che lavora nel mondo della musica avrebbe portato con se un girotondo incredibile di inviti glamour, che già mi preoccupavo di non avere il guardaroba adatto. E invece, per un anno e passa, nisba.

Buona parte del sabato pomeriggio è stato quindi monopolizzato dalla ricerca dell’outfit giusto. Non troppo elegante – si raccomandava il Fidanzato Asburgico, non troppo mortaccino – gridava il mio istinto, e non troppo leggero – fuori c’era mezzo metro di neve e non la smetteva di fioccare. Per un attimo ho persino contemplato l’opzione di indossare gli scarponi di pelo, ma il Fidanzato Asburgico, dopo avermi beccata che li provavo davanti allo specchio del bagno, ha avuto un moto di tenerezza e mi ha promesso che saremmo andati e tornati in taxi.

“Sempre meglio!” ho pensato, party di musicisti e scarrozzamento in taxi, davvero una roba alla quale potrei abituarmi senza problemi.

Ovviamente non avevo considerato appieno il fatto di vivere a Vienna e non a Milano. E che tutto quello che odora di glamour, qui, vada filtrato attraverso una massiccia dose di pragmatismo.

Quando siamo arrivati al locale abbiamo trovato una gazzarra tremenda davanti all’ingresso. Per un attimo ho cercato con lo sguardo i fotografi e se per caso sotto alla neve non ci fosse un bel tappeto rosso e mi sono anche preoccupata un po’: l’outfit era tutto sbagliato. Certo che a parte un paio di uomini in maniche di camicia, erano tutti avvoltolati in piumoni da montagna. Quando ci siamo avvicinati abbiamo capito: il locale è non-fumatori e – temperature artiche o no – buona metà dell’evento ha avuto luogo davanti alla porta.

Il mio curatissimo ed elucubratissimo outfit, poi, tutto tempo sprecato! A saperlo prima, che qualsiasi straccio proveniente dal mio armadio mi avrebbe catapultata nell’olimpo fashion della serata, mi sarei risparmiata un paio di patemi inutili. Sopravvaluto sempre la competenza modaiola dei viennesi – davvero una lega amatoriale. La più figa era una tipa in pencil-skirt di pelle e magliettina tagliuzzata, aperta sotto le braccia, con su Topolino. L’ho vista da dietro e mentalmente già applaudivo all’audacia di non portare il reggiseno sotto, che si è girata. Pettinatura informe e incolore, occhiali dalla montatura di metallo tondeggianti, manco un filo di trucco. Tesoro! Se fai una cosa falla bene, diceva sempre mia nonna, e se vuoi essere edgy passa prima dal parrucchiere e procurati un bel paio di occhiali da hipster, ecchecaspita!

Una volta entrati abbiamo fatto un giro in cerca del Cantante Famoso. L’abbiamo scovato nascosto dietro un paravento che si accendeva una sigaretta. Dopo un paio di convenevoli il Cantante Famoso si è offerto di andare al bancone a procurarci un paio di drink.

È tornato dopo poco e mi ha allungato un bicchiere da sherry pieno fino all’orlo.

“Ma… io volevo un bicchiere di Chardonnay!”

“Ehh, questo è Chardonnay, avevano finito i bicchieri puliti”.

Questa della bevanda giusta nel bicchiere sbagliato è stata una running-gag che ci ha perseguitati per tutta la serata. Io ho bevuto vino bianco e ho avuto in mano due bicchieri da sherry e uno da cognac. Il Fidanzato Asburgico vino rosso, e dopo due giri bislacchi ha stabilito il record della serata con uno Zweigelt in un bicchiere da vino bianco. Meglio di così, davvero, non sono riusciti a fare. Sorprendentemente, o anche no, i bicchieri da birra puliti non sono finiti mai.

Seppur vergognandomi leggermente del bicchiere dei Puffi che avevo in mano, ho fatto un bel giro del locale pronta a catalogare la sfilza infinita di VIP. Sarà che io ho una memoria pessima per i visi, o sarà che di tutti ‘sti musicisti famosi austriaci nemmeno mi vengono in mente, ma nelle tre ore di permanenza ho riconosciuto solo due musicisti: il Cantante Famoso e il front man di una band heavy-metal. Il primo lavora insieme al Fidanzato Asburgico, il secondo ci gioca insieme a calcetto. Uff.

Quando è terminata la musica dal vivo siamo andati a raccattare il Cantante Famoso da dietro il paravento, ci siamo re-infagottati in giacche/guanti/sciarpe/colbacchi e siamo andati a mangiare un bel Käsekrainer. Le tradizioni son tradizioni.

 

PS Sabato mi ha comunque regalato un’esperienza emozionante: ho trovato e comprato un fondotinta della spessa precisa tonalità della mia pelle! All’alba dei quaranta, confesso, avevo davvero perso la speranza. Vuoi vedere che a cercarli bene si trovano persino i cerotti color carne della nuance giusta?

käsekrainer Monica Mel Nonsolosissi party Vienna