Oggi un post assolutamente autoreferenziale. Scusate, ma questa cosa la devo immortalare, non voglio correre il rischio di dimenticarmela.

Più o meno da quando sono arrivata a Vienna ho cominciato a leggere il blorum Italians sul Corriere della Sera online. Un classico, dato che questo forum lo leggono – e ci scrivono – tanti, tantissimi Italiani che vivono all’estero.

Il forum è moderato, e non tutte le lettere inviate vengono automaticamente pubblicate. Dopo qualche mese, massimo un anno, di lettura passiva, provai a scrivere anch’io. Sarà stata la fortuna del principiante, ma la prima lettera che inviai fu immediatamente pubblicata. La seconda pure, una che ricordo con particolare affetto (La Generazione Ikea). Ci presi gusto.

Da allora sono passati dieci anni, e questo forum Italians mi ha fatto tantissima compagnia. Piano piano ho stretto amicizia con diverse persone che leggono o scrivono, alcune le ho persino incontrate di persona. E anche Severgnini himself, che all’epoca ancora girava il mondo per mangiare la pizza insieme agli espatriati. E senza entrare in questioni di merito – che tanto chiunque apra un blog è convinto di scrivere benissimo, impossibile convincermi del contrario – il mio nome compare regolarmente tra le lettere del giorno. Son soddisfazioni.

Martedì è comparsa questa lettera, con tanto di risposta rossa di Severgnini:

 

Le st….ate della casta di “Italians”

Un’altra casta: anche “Italians” ha la sua: quelli che chiedono come diventare giornalisti. Quelli che “sono cresciuto con i tuoi libri”. Quelli che “ricordi la pizzata di…?” (preferibilmente con foto allegata). Quelli talmente aggressivi, malmostosi, beceri, la pubblicazione dei cui scritti vuol dimostrare quanto BSev sia tollerante e quanto certa feccia (preferibilmente di destra) sia… feccia. Ed infine la ristretta rosa degli “scrittori seriali”: Lombardi (non io ovviamente, Marco, quello che così si autodefinisce in un post (“Lo confesso: anch’io sono un scrittore seriale di lettere ai giornali”), Pittorru, Sconamila, Mantovani, Romagnoli, Fossati, Zambelli, Marabotti, Mel… I post dei quali, a rotazione, vengono quotidianamente pubblicati, qualunque banalità, quando non addirittura st….ata, esca dalla loro tastiera.

Gianfranco Lombardi

E poi c’è il buon Lombardi, che scrive anche se non ha niente da dire…

L’altro giorno parlavo di serendipity. In questo caso non ho avuto il piacere di scoprire la lettera per caso. Quando la mattina ho acceso il computer, ho trovato un messaggio di Rossella (il cui cognome è in lista) con il link. Era alquanto divertita, e ha fatto ridere fino alle lacrime anche me.

Ora, Rossella, con la quale coltivo da anni una piacevolissima amicizia virtuale, è più tosta di me, decisamente più tosta di me. E la riga rossa di sberleffo di Severgnini non l’aveva completamente soddisfatta. Durante la notte mi ha invitata via messaggio a co-firmare una risposta pubblica per il buon Gianfranco. La lettera è evidentemente farina del suo sacco – un sacco dal quale escono lettere taglienti come spade giapponesi – e io ho accettato con entusiasmo, e un briciolo di orgoglio.

Questa la trovate su Italians di oggi:

 

Originariamente pubblicato su Italians il 12.07.2013

Le caste della casta: come ci si può lagnare?

Caro Beppe, Tex, cari Italians, ci rivolgiamo direttamente al signor Lombardi, per ringraziarlo del suo post (“Le st….ate della casta di “Italians”) e per una giornata diversa dal solito. Lei non sa cosa ha fatto partire, Gianfranco! Le vede quelle condivisioni, sotto la Sua lettera? Ebbene, quelli sono ovviamente tutti coloro di cui ha fatto il nome, piú qualche parente commosso! Pure compresa, una che la sottoscritta Rossella bavarese ha immediatamente taggato alla sottoscritta Monica viennese (con tanto di emoticon emozionate e punti esclamativi a iosa), la quale ha risposto euforica che stamperà, incornicerà e appenderà la Sua accanto al diploma di laurea (nel bagno, ci tiene Monica che non si trascuri il dettaglio, che poi si tratterebbe dell’ambiente da Lei introdotto). Con Mario invece già nel primo pomeriggio ci si è scambiate felicitazioni via sms germanico-finnici: lei riderà di noi, ma guardi che in una vita di click, lavatrici e coppole queste sono gioie, insperati momenti di gloria. E pure sorprese, personalmente erano secoli che nessuno ci diceva casta: non è un’insinuazione propriamente benvenuta per delle signore con qualche anno sul – seducente – groppone, ma almeno, per un attimo, Lei ci ha fatto rivivere i turbamenti della gioventù! Unica pecca: ha tralasciato di nominare un sacco di gente; vagamente avaro. Vabbè, bravo lo stesso: nessuno è perfetto, e poi noi, dall’alto dell’onore, come ci si può lagnare?

Schöne liebe Grüsse aus Wien und München!

L’ala alemanna della CORPO(r)AZIONE, Rossella Pittorru & Monica Mel (già caste).

Monica Mel, Rossella Pittorru

Sarà che a Rossella voglio un mondo di bene, sarà che sono indubbiamente di parte, sarà che la lettera di Gianfranco era piena di parentesi a caso e puntini di sospensione, ma la mia modestissima opinione è che Rossella l’ha steso con il contenuto, e triturato con lo stile.

Incornicerò anche questa.