Ieri sera è finito lo shampoo. L’ho aggiunto alla lista che avevo in borsa, poi mi sono seduta sul divano e ho guardato un film. Era una commediola romantica, e la pubblicità era evidentemente destinata ad un pubblico femminile. E per uno strano scherzo da palinsesto televisivo, mi sono sorbita una quantità assurda di spot di integratori alimentari e di prodotti per capelli. Talmente tanti che ad un certo punto ho cominciato a prendere appunti.

Ora, io sono cresciuta a pane e pubblicità. Vi ricordate il vecchissimo spot del detersivo, quello con la camicetta tagliata in due? Bene, se l’era inventato mio papà. Tra imprinting familiare e quel paio d’anni trascorsi in un reparto marketing di grosse aziende, sono diventata uno spettatore un po’ più scafato della media, uno che anzi si diverte un mondo a scardinare gli spot pubblicitari, con l’intento di capire e spiegare (al Fidanzato Asburgico) quale sia il trucco sul quale la marca fa leva per convincerci a comprare il prodotto. Alla Bocconi probabilmente non lo chiamano trucco, ma più semplicemente perceptual mapping del posizionamento strategico.

Questo non significa però che io sia immune al fascino di uno yoghurt che ti fa andare regolarmente di corpo. O ad una bella modella che sventola i capelli, lunghissimi, lucidissimi, evidentemente sanissimi, sicuramente morbidissimi. E il fremito lo sento benissimo: Accidenti! Devo assolutamente procurarmi questo yoghurt/shampoo!

Stasera devo andare al supermercato, vediamo allora cosa dovrei comprare per seguire scrupolosamente tutti i consigli per gli acquisti che ho annotato ieri:

Lo yoghurt in questione, sicuramente, che andare di corpo regolarmente è un toccasana per tutto l’organismo. Il bottiglino pieno di fermenti lattici che ti rinforzano le difese immunitarie pure. Col freddo che fa da queste parti, sulle difese immunitarie non si scherza, accidenti. Ci sarebbe anche un secondo bottiglino, è pieno di fibre, addirittura più di un terzo del fabbisogno giornaliero. E io, che non amo molto la frutta, ne ho assolutamente bisogno. Quello o al massimo i cereali da prima colazione, quelli tutti di fibre, marrone scuro, che sembrano cacche di criceto. La margarina con l’aggiunta di Omega3 poi, irrinunciabile, da spalmare sul pane integrale arricchito di vitamine e minerali vari.

Ecco, da domani comincio la giornata con due bottiglini, uno yoghurt con dentro i cereali, pane e margarina con su una fetta di cetriolo e sono a posto. Certo che per me, che alla mattina faccio fatica a finire mezzo bicchiere d’acqua, l’obbligo di fare colazione pare piuttosto una tortura. E un pochino mi ruga anche aver già bruciato un pasto senza aver mangiato niente di mio gusto. A parte la fetta di cetriolo magari, che quello mi piace.

Ma non perdiamo di vista il compito preciso con cui devo andare al supermercato stasera: comprare lo shampoo.

Si, ma quale?

No, perché oramai mi sento come in La Scelta di Sophie. Qualunque shampoo compri avrò sicuramente sbagliato qualcosa.

Vuoi i capelli senza forfora? Certo!

Morbidi come il cachemire? Lisci come la seta? Si! Si!

O lucidi da abbagliare? E resistenti all’umidità? Sicuro, le previsioni del tempo danno pioggia e neve per le prossime due settimane!

E protetti dal calore del phon e dalle bruciature con la piastra? Ovvio!

Protetti dal sole, dal sale, dal cloro, dal vento e dalle intemperie? Come no!

E poi voluminosi, naturali, ma impeccabili nel fissaggio della pettinatura, vero?

E ancora, anticaduta, per capelli secchi e che doni bei riflessi argentati per il Fidanzato Asburgico. E contro le doppie punte, per capelli grassi e colorati per me.

Speriamo di cavarcela con un massimo di sei-otto bottiglie diverse…