Giorni fa, nel nostro gruppo gastro-letterario su facebook, si parlava di diete. Niente di nuovo sotto al sole (o sotto alla neve, dipende). Ciascuno con il suo metodo preferito, si discuteva su come liberarsi di quei due-tre chili di troppo accumulati sotto le feste. Chi vive a latitudini civili, infatti, comincia ad annusare la primavera e a preoccuparsi un po’.

Viola e Amedeo sono i due campioni della dieta Dukan. Si, prorpio la famigerata Dukan, quella dove puoi ingozzarti di fiorentina, ma i carboidrati li vedi col cannocchiale. E per i primi giorni anche la frutta e la verdura. La primavera scorsa volevo sbattere giù uno-due chili, che avevo un armadio pieno di vestiti che tiravano sui fianchi, e ci avevo fatto un pensierino. Solo che dopo sei ore a proteina secca mi salì un mal di testa che mi sembrava di impazzire. Ingoiai un pezzo di pane – glup, come un gabbiano in planata – e il mal di testa sparì magicamente. Io e la Dukan proprio non ci intendiamo.

La Signorina Rottenmeier era contraria, contrarissima:

“Questa dieta è completamente squilibrata! Se posso permettermi azzarderei pericolosa! Si possono ottenere gli stessi risultati con un’alimentazione bilanciata, magari ci si mette di più ma i risultati sono duraturi”.

Viola si è lanciata in una timida difesa:

“Questa dieta, per chi non ha tempo di pesare e calibrare gli alimenti, è un toccasana. Dopo un paio di giorni a proteina pura si possono anche mangiare altre cose”.

La Signorina Rottenmeier non mollava:

“Ho i miei dubbi che la Dukan sia davvero sana”.

E Amedeo è partito in quarta:

“Signorina Rottenmeier, avresti anche ragione, se non fosse che per seguire una dieta sana e bilanciata ci vogliono nervi di ferro. Quando sei in mezzo a grossi casini e sei più debole, invece…”.

Precisamente l’opinione di Viola, che difendeva Amedeo con convinzione e non solo perché sono amici per la pelle.

La Signorina Rottenmeier era invece della ferma opinione che una dieta equilibrata si possa seguire in qualsiasi condizione, anzi, forse potrebbe persino aiutare a ritrovare un equilibrio perso.

Due voci, Viole a Amedeo da una parte, La Signorina Rottenmeier dall’altra. Nel mezzo c’ero io che leggevo lo scambio vagamente smarrita. Perché il mio, di metodo preferito per perdere peso, consiste nell’uscire di casa la mattina con uno yoghurt in borsa e di lasciare sul tavolo il portafoglio, in modo da non potermi comprare due panini al salame per pranzo.

Poi Viola ha fatto un’affermazione che mi ha fatto cadere la mascella sul tavolo per l’incredulità:

“Io che ho poca forza di volontà rimango dell’idea che sia meglio una dieta un po’ squilibrata ma che riesco a seguire e che dia risultati, rispetto ad una che mi farà sentire frustrata e che abbandonerò dopo un paio di giorni”.

Ora, mi pare doveroso spiegare che i membri di questo gruppo facebook sono tutti decisamente in gamba. Tutti che lavorano, con una famiglia, interessi e tanti impegni. A titolo di esempio prendiamo Viola, che è il mio modello di donna ideale. Viola si alza tutte le mattine con le galline, va in piscina a nuotare, poi in ufficio dove ha un lavoro di grande responsabilità. La sera, dopo il lavoro, studia per un master molto prestigioso. Trova comunque tempo da dedicare ad un marito affettuoso, e anche per un’uscita da sola con le amiche. Ah, dimenticavo! Ha una bambina bellissima e educatissima che va all’asilo.

Viola is doing it like a boss.

E questa sarebbe la stessa tipa che dichiara di non avere forza di volontà? Accidenti, Viola, io ci sono domeniche in cui il mio apice di attività è lavarmi i capelli!

Mi sorge un dubbio: sarà che la forza di volontà funziona un po’ come l’intelligenza? Che pensavamo tutti fosse una qualità singola, prima che ci spiegassero che esiste l’intelligenza logico-matematica (quella di Einstein), l’intelligenza spaziale (quella degli artisti), l’intelligenza interpersonale (quella dei politici), l’intelligenza cinestesica (quella degli sportivi), più un altro paio che ora non mi vengono in mente.

Forse bisogna declianare in diverse discipline anche la forza di volontà. Magari esiste una forza di volontà sportiva (quelli che non si annoiano a morte dopo due vasche a rana), una forza di volontà sociale (che se non ce l’hai mollerai il lavoro al primo intoppo), una forza di volontà familiare (che potremmo forse chiamare istinto materno), una forza di volontà linguistica (parlare inglese senza accento), e una forza di volontà… alimentare?

 

PS Per la cronaca, Viola, Amedeo e La Signorina Rottenmeier non hanno litigato. Ci sono andati vicini, ma alla fine della giornata si erano messi splendidamente d’accordo di volersi un mondo di bene. E ancora… La Signorina Ronnenmeier qui ci fa un po’ la figura della maestrina, e invece è una delle creature più dolci della terra. Per questo le ho affibbiato uno pseudonimo antipatichino: per distinguerla da quella vera!