A che serve “Italians”

Originariamente pubblicato su Italians il 31.05.2011

Caro Beppe,
quando sei passato da Vienna, un paio di settimane fa, ci siamo interrogati su cosa significhi “Italians” per te, ma anche per tanti Italians. In nove anni di fedele partecipazione ho letto i pareri più diparati, ho scritto a sconosciuti per ringraziare, chiedere, spiegare, litigare. Ho ricevuto centinaia di mail, di insulti, ringraziamento, sincer interesse. Ho riso, ho pianto, mi sono arrabbiata, qualche volta ho persino cambiato idea. Ho un ridicolo nano da giardino autografato, che raccontane la storia fa di me la regina di qualsiai party. Mi sono divertita un sacco. Leggendo la lettera “Riflessioni su Italians e altro” del 22 maggio mi sono però resa conto che “Italians” mi ha anche permesso di conoscere tantissime persone interessanti. L’autrice della lettera è, guarda caso, simpaticissima (Paola, quando mi torni a trovare?). Ho ritrovato compagni del corso di tennis dei 15 anni (Stefano, come stai?). Con alcuni ho intavolato una piacevolissima amicizia virtuale – che Facebook non è sempre cattivo (che dici Eve? e Alessandro?). Con altri mi tengo in contatto per organizzare scambi di appartamenti nei mesi giusti (non cambiare idea Simone!). Ho invitato ragazze a dormire a casa mia dopo una conoscenza fugace (Elke, Giovanna, vi ricordate?). Ho conosciuto persone meravigliose con cui sono ancora in contatto (Luca, cresce la bimba?). Ho stretto amicizie in cui credo molto, anche se rimangono virtuali (vero Rossella?). O magari diventano anche reali (Laura! Arrivo!). E tanti, tanti altri. Grazie quindi a Beppe, Tex, Letizia Virtuale, e soprattutto alle meravigliose persone che leggono Italians, grazie di cuore. Saluti da Vienna,

Monica Mel

Grazie a te MM, anche della compagnia (e della cotoletta) a Vienna, giorni fa.

 

Fun-fact: la cotoletta la pagò Severgnini…

Italians Monica Mel Nonsolosissi Vienna